Diciotto figli ed una vita perfetta, il loro segreto? Aver messo Dio al primo posto

 

C’è chi pensa che al giorno d’oggi essere cattolici sia fuori moda e che una famiglia che si basa sui precetti della fede non possa essere dedita al divertimento come le altre, eppure ci sono casi che smentiscono questa credenza superficiale come quello della famiglia King di Lake Mary (Florida) che dopo 18 figli continua a godersi la vita e la trova ogni giorno arricchita

In una chat della loro comunità, questi coniugi modello hanno risposto alle domande del parroco, condividendo con gli altri fedeli la loro gioia nell’aver una famiglia così numerosa, il loro segreto? La moglie, Christy, spiega che è la fede in Dio: “Se quello che attira inizialmente l’attenzione della gente è il fatto che la nostra famiglia sia così numerosa, quello che ci definisce davvero è la nostra fede cattolica”.

La prima domanda che viene rivolta loro è se avessero pensato nel 1997 (anno del loro matrimonio) di costituire una famiglia così grande, la risposta di entrambi è sorprendente: la moglie racconta che prima di sposarsi, nonostante un fidanzamento decennale, non avevano mai parlato della possibilità di avere figli, mentre il marito, Troy, ammette che si sarebbe immaginato di fermarsi al quarto figlio.

Con queste premesse è lecito chiedersi cosa abbia spinto i due novelli sposi a cambiare idea, su questo risponde Christy la quale spiega come la gioia di avere dei figli ha contagiato la loro vita: “Nel giugno 1999 stava arrivando la nostra prima figlia, e pochi mesi dopo ho scoperto di essere incinta del secondo. Mentre ero incinta ho iniziato a pensare all’adozione, non conoscendo le sfide future che avrei dovuto affrontare con le gravidanze. Abbiamo accolto la nostra prima figlia adottiva nel 2003, e ho annunciato la gravidanza successiva quando aveva appena una settimana! (Quando gliel’ho detto, Troy si è messo a ridere) Quando abbiamo adottato la prima bambina sapevamo che non sarebbe stata l’ultima”.

Christy parla della sua famiglia con grande gioia, le cene con i suoi ragazzi sono come una riunione di parenti in cui si possono sperimentare quotidianamente una ampia serie di rapporti diversi, ognuno è pronto a dare una mano e tutti si sentono partecipi della vita. Chiaramente per gestire questa situazione articolata ha giocato un ruolo fondamentale la fede in Dio: “In base alla mia esperienza, è lì che entrano in gioco la preghiera e il riporre davvero la fiducia in Dio. Quando la tua porta è aperta alla vita, attraverso una gravidanza o l’adozione, le preoccupazioni sono molto poche. A volte Dio ti invia qualcuno attraverso quella porta e a volte no”.

Ma se è chiaro che la fede in Dio ha permesso alla coppia di accettare le diciotto benedizioni, in che modo questa ha influito sulla crescita dei ragazzi e sul ruolo di genitori? A questa domanda Christy risponde che durante la settimana viene dato uno spazio importante per la preghiera, mentre Troy spiega che ciò che li stimola di più è la consapevolezza di essere i primi catechisti dei propri figli: “Il modo più importante in cui inseriamo la fede nella vita dei nostri figli è prendere sul serio la nostra responsabilità di essere i loro catechisti e i loro insegnanti principali. Non ci aspettiamo di lasciarli alla scuola parrocchiale locale e far imparare loro la fede automaticamente”.

L’ultima perplessità riguarda il rapporto di coppia, ovvero come hanno fatto a mantenere lo stesso amore l’uno per l’altra con i tanti impegni e un numero così grande di figli? I due sorridono e poi rispondono che per non rovinare il matrimonio hanno sperimentato uno stratagemma affinché almeno una sera a settimana fosse dedicata solo a loro due: “Da anni, Troy ed io abbiamo un appuntamento serale una volta a settimana. Una volta uno dei bambini c’è rimasto male perché voleva venire con noi. Ha chiesto a Troy: “Perché esci sempre con mamma?”, e lui ha risposto: “Un giorno tutti voi ve ne andrete, e io rimarrò con lei. Devo essere sicuro di piacerle ancora”. Ogni volta che i bambini ci vedono abbracciarci o baciarci sorridono sempre. Quando discutiamo sono infelici. Non c’è niente che dia ai nostri figli più fiducia e pace che sapere che i loro genitori si amano”.