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Il desiderio di maternità di Sant’Anna risplende nelle canzoni popolari

Sant’Anna è un personaggio che appare con frequenza nei canti di Chiarastella. Il motivo di questa presenza assidua è dovuto a ciò che si narra di lei nei vangeli apocrifi che riguardano la natività e l’infanzia di Gesù bambino. Il nome della santa “Hanna” proviene dall’ebraico e significa in italiano “Grazia”, significato più che azzeccato dato che nei racconti Hanna era una donna che non riusciva a concepire e che desiderava ardentemente diventare madre. Ogni sera pregava affinché il signore le concedesse la grazia ed un giorno le apparve un angelo che le disse: “Anna, Anna, il Signore ha ascoltato la tua preghiera e tu concepirai e partorirai e si parlerà della tua prole in tutto il mondo”. Ecco che da quella storia sono nate diverse canzoni che la narrano senza tralasciare la fede della donna ed il suo desiderio di diventare madre. Ogni regione italiana ha la sua versione, di seguito vi riportiamo quella laziale:

“Sant’Anna gloriosa di Giacchino sei la sposa

di Cristo sei la nonna mamma sei della Madonna

Santa Anna benedetta sei stata fortunata

sei la madre di Maria a te cantammo sant’Anna mia

Scese gl’Angelo dagliu cielo e te venne a salutà

salutammo a te Maria nui cantammo l’Ave Maria

sia benedetto l’Angelo ca l’annunziò a Maria

la pace e la concordia in tutto gliu munno sia”.

La versione laziale è molto bella, anche se quella siciliana, probabilmente per caratteristiche del dialetto e della tradizione sicula, risulta ancora più passionale e sentita:

“Nasciu sant’Anna e fici na rusedda
fici la madri di nostru Signuri
la fici tanto graziusa e bedda
ca ammucciau li raja di lu suli
Sant’Anna e san Jachinu su cuntenti

vidennu a Maruzzedda caminari
si la purtaru ntra li so parenti
cosi duci ci desi a manciari”.

Che tradotta in italiano, anche se perde gran parte della carica semantica, risulta così:

“E’ nata sant’Anna ed ha generato una rosa,

ha generato la madre di nostro Signore.

L’ha fatta talmente bella e aggraziata che ha

oscurato i raggi del sole.

Sant’Anna e San Gioacchino sono così contenti

nel vedere la Madonnuzza camminare che

l’hanno portata dai parenti e lei

talmente dolce ha dato loro da mangiare”.

Luca Scapatello

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Luca Scapatello

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