Il demonio usa pure gli smartphone?

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Il demonio trova sempre nuovi modi per insinuarsi nella nostra vita e portarci al peccato, al giorno d’oggi poi, con tutta la tecnologia che ci circonda, i contenuti sono molteplici e quelli che possono sembrare dei semplici passatempi in realtà potrebbero trasformarsi in una trappola ben congegnata. Non è nuova, infatti, come notizia che sugli store degli smartphone si possono trovare sotto la definizione “Giochi” o “Passatempi” delle app che invitano gli utenti a sperimentare fenomeni esoterici.

 

La app maggiormente diffusa è la “Tavola Ouija”, trasposizione elettronica della tavola utilizzata per l’evocazione di spiriti. A primo acchito potrebbe sembrare un innocuo passatempo, ma come dimostra la testimonianza fornita da Andrea (giovane rimasto sotto il gioco della app per un periodo) a ‘Papaboys 3.0’, siamo di fronte ad una porta d’accesso verso il mondo degli spiriti che come conseguenza ha la possessione demoniaca.

 

Andrea nella sua crescita ha sviluppato un interesse per il mondo dell’occulto, ha letto molti libri sull’argomento ed è sempre stato curioso di verificare quanto fosse vera l’efficacia delle tavole spiritiche, un giorno si è trovato di fronte a questa applicazione che, a detta dei suoi creatori, semplificava l’accesso al mondo spiritico eliminando la necessità di un medium, così ha deciso di provare se fosse vero:

 

“Nelle sedute spiritiche tradizionali -spiega Andrea- si crede che le entità si manifestano in quanto richiamate dai partecipanti e grazie all’apporto di un tramite (medium) dotato di particolari capacità sensitive; l’applicazione smartphone invece, attraverso i sensori presenti nel cellulare, rileva i possibili disturbi dovuti a campi magnetici e di altra natura traducendoli in parole tramite un apposito algoritmo”.

 

Scettico, ma curioso Andrea si è deciso a scaricare l’app ‘Ouija Table Digitalpress’ gratuita, la musica e la grafica erano ben curate e servivano a creare la giusta atmosfera, ma da un primo periodo di prova il nostro protagonista pensava di aver trovato conferma al suo scetticismo: ”All’inizio gran parte dei messaggi che mi comparivano erano quasi tutti senza senso ed ero quindi convinto che l’applicazione stessa fosse solo una sorta di gioco ridicolo”.

 

Ben presto però la situazione è cambiata, l’app mandava ad Andrea messaggi di senso compiuto e quando questo si trovava da solo nella sua stanza provava a convincerlo a dirigersi in altri luoghi o a  fare provare l’applicazione ai suoi familiari. Andrea era convinto che l’app fosse meno stupida di quanto pensasse e che traesse informazioni sulle persone dalla sua rubrica o da altre applicazioni, ma un giorno anche questa convinzione è stata sfatata: “Ho avuto sentore che c’era qualcosa che non quadrava quando ho ricevuto un messaggio, rivolto espressamente a me e nel quale venivo indicato con il mio nome di battesimo, che riportava un esplicito riferimento a un episodio intimo della mia vita privata accaduto poco tempo prima e di cui non ho mai fatto parola con nessuno”.

 

Disturbato dall’idea che qualcuno potesse subire l’influsso maligno dell’applicazione, il giovane ha deciso di smettere di usarla e consiglia a tutti di non entrare in contatto con una realtà del genere, quello che può sembrare un gioco da adolescenti potrebbe essere il portale per la dannazione.