Quando il demonio ha attaccato San Domenico

 

 

 

 

 

Si narra che San Domenico ogni notte avesse colloqui intimi ed intensi con il signore così potenti che persino il suo corpo partecipava, le urla ed i gemiti del Santo attraversavano tutto il monastero di Santa Sabina a Roma rendendo impossibile il sonno agli altri monaci, ma chiunque abbia avuto il piacere di vedere Domenico che interloquiva con dio, nonostante le urla, gli strepiti ed i pianti non poteva che rimanere affascinato e strabiliato da quello che stava vedendo (i racconti parlano di un volto trasfigurato da lacrime incessanti e di urla in favore della redenzione dei peccatori).

 

La leggenda vuole che il rapporto intenso che San Domenico intratteneva con Dio infastidisse e non poco il demonio, così, una notte, questo prese un blocco di basalto nero e lo scaglio con violenza su una lastra di marmo che stava ad indicare le tombe di alcuni martiri sulla quale San Domenico stava pregando. Il rumore frastornante dell’urto svegliò tutti come se un colpo di cannone avesse colpito il monastero, ma quando gli altri monaci arrivarono nel luogo dell’urto si accorsero che Domenico non si era nemmeno accorto dell’attacco ed aveva continuato a parlare con Dio senza fare una piega.

 

La storia dell’arte racconta un fatto diverso, pare che a distruggere la lastra di marmo sia stato l’architetto Domenico Fontana durante il restauro della tomba dei martiri avvenuto nel 1527 e che questo ne buttò via i pezzi, ritrovati e ricomposti solo in seguito. Che si voglia credere o meno alla leggenda (questione di fede) il blocco di basalto chiamato dai monaci “Lapis Diaboli”, pietra del demonio (sul quale si possono vedere distintamente i segni degli artigli del demonio), è conservato all’interno di una bellissima Chiesa Paleo Cristiana su una colonna. La lapide invece è stata conservata al centro della “Schola Cantorum” dopo essere stata ricostruita al meglio delle possibilità con i pezzi rimasti integri.