David Goodall ce l’ha fatta a morire! Preghiamo per lui

David Goodall ce l’ha fatta a morire! Preghiamo per lui
David Goodall

Il professor David Goodall, l’ ecologista/botanico australiano di cui avevamo parlato qualche giorno fa, ce l’ha fatta a morire!
Arrivato all’età di 104 anni, desiderava, ed ha ottenuto, il suicidio assistito in Svizzera.
Il nostro appello, evidentemente caduto nel vuoto, sperava in un epilogo diverso.
Il professor David Goodall non era un malato terminale, era solo anziano e diceva: “Sono molto dispiaciuto di aver raggiunto quest’età, perché la qualità della mia vita è deteriorata”. “Ognuno dovrebbe essere libero di scegliere la morte, quando è il momento giusto”.

Dunque, i suoi familiari lo hanno accontentato e lo hanno portato a Basilea (Svizzera), supportati dall’Associazione Exit International, che organizza questo genere di viaggi.
Lui stesso, poi, ha provveduto a farsi un’iniezione letale.
Con un tweet, Philip Nitschke, il medico australiano e fondatore dell’associazione Exit International, ne ha annunciato l’avvenuto decesso: “Il professore è morto in pace con un’iniezione di Nembutal”.

Ricordiamo che la legge australiana non accetta la possibilità dell’eutanasia, per questo il professor David Goodall è dovuto andare in Svizzera, per morire.
Lui aveva detto: “Non credo che la mia scelta coinvolga quella di qualcun altro”, ma, invece, adesso, che ha mostrato come sia possibile morire a proprio piacimento, i dibattiti sul suicidio assistito, in Australia, sono sempre più accesi e se ne prevede l’entrata in vigore a Giugno del prossimo anno.
Il professor David Goodall aveva insegnato all’università di Melbourne, poi in alcune Università degli Stati Uniti.

Quando nel 2016, all’Univesità di Perth (Austalia), venne dichiarato non più idoneo al lavoro, tentò il suicidio.
Ci dispiace tanto che un uomo così colto non abbia saputo accettare il dono della vita, fino all’ultimo respiro e che l’abbia affogata nei barbiturici.
Un’esistenza così brillante, meritava una così miserevole fine?
Adesso, non ci resta che pregare per lui e per la sua anima.

Antonella Sanicanti