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Crollo della Chiesa: i promessi sposi, ringraziano Dio – tragedia scampata

Crollo della chiesa di Roma, San Giuseppe dei Falegnami: i promessi sposi che avrebbero dovuto sposarsi domenica prossima, ringraziano Dio, per aver scampato la tragedia. Si chiamano Sara Minasi e Roberto Apostolico e, in questo momento, sembrano essere i fidanzati più benedetti del Paese, perché il loro matrimonio era fissato per domenica e non per giovedì scorso.

“Quando il parroco ci ha chiamato per informarci di quanto accaduto, credevamo che stesse scherzando: lui è molto simpatico”.
Giovedì scorso, infatti, il tetto della chiesa del ‘600, San Giuseppe dei Falegnami, vicinissima al Campidoglio e a via dei Fori Imperiali, è crollato per i 3/4.
Era stata restaurata solo 3 anni fa. Possibile, dunque, che nessuno si sia accorto che fosse così pericolante? Il nostro Paese ha sfiorato un’ennesima strage, che poteva accadere a causa del male operato dell’uomo.

Crollo della chiesa: tragedia sfiorata

Pare che giovedì le travi abbiano ceduto del tutto e le riprese del drone dei Vigili del Fuoco mostrano uno squarcio che la percorre tutta.
Grazie a Dio, nessuno si trovava all’interno dell’edificio, quando il tetto ha ceduto in blocco, ma le immagini fanno capire cosa sarebbe successo se la cerimonia di Sara Minasi e Roberto Apostolico, con i loro 150 invitati, si fosse celebrata solo 3 giorni prima.
Ora si sposeranno nell’edificio religioso di San Marco, li vicino: “Ci tenevo a sposarmi lì perché vi si sono sposati i miei genitori, ma abbiamo scampato una tragedia”, dice Roberto.

“Inizialmente abbiamo pensato che sfortuna … poi, riflettendo sul fatto che sarebbe potuto accadere anche domenica, quando dovevamo sposarci noi, con 150 invitati, forse qualcuno ci ha protetto da una strage. Ora stiamo andando a vedere San Marco, la chiesa di fronte dove abbiamo trasferito subito il matrimonio”.
La chiesa San Giuseppe dei Falegnami è spesso usata per celebrare matrimoni e, al di sotto del pavimento, conserva il Carcere Mamertino, costruito nell’ epoca della Roma Repubblicana e che non ha subito danni. Si pensa che li furono detenuti anche i Santi Pietro e Paolo.

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Antonella Sanicanti

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