Il credo del sofferente

 

 

 

 

Il primo comandamento del mondo è evitare la sofferenza, fare in modo che tutto intorno ci dia la massima soddisfazione e limiti il sacrificio.

Più o meno è come dire che non cammino per strada se piove, altrimenti mi sporco le scarpe.

Non rendersi consapevoli della sofferenza è vivere a metà, significa evitare le esperienze significative che fanno crescere e conoscere le condizioni più disparate. Certo, è comprensibile non voler rimanere del dolore ed è proprio per questo che la sofferenza va affrontata, riconosciuta, gestita e, anziché farcene sopraffare, resa sacrificio per ci ha bisogno di sentire la nostra vicinanza. Come a dire: se un malato diventa medico, tanto più potrà soccorrere a sua volta un malato, perché più facilmente riuscirà a capirne il bisogno.

E’ questo il percorso che bisogna fare per assaporare la vita, dopo la morte, la serenità dopo il dolore, come ha fatto Cristo prima di noi.

Ricordandoci che siamo ancora nel periodo di Pasqua, esattamente nel momento liturgico in cui persino i discepoli, impauriti per i fatti accaduti alla crocifissione di Gesù, stanno trovando, tra una manifestazione e l’altra del Cristo Risorto, la forza di reagire, cosa che avverrà pienamente a Pentecoste, con l’effusione dello Spirito Santo che li renderà predicatori e testimoni in tutto il mondo. Consapevoli e meditanti su questo, prepariamoci anche noi ad uscire per le strade ad annunciare che, a immagine di Cristo, siamo sacrificio vivo per le sofferenze nostre e del mondo e pertanto non mancheremo di condividere le gioie, anche in questa vita, della risurrezione. Unica dote richiesta: la fiducia in Dio.

Il credo dell’uomo che soffre:

Credo, mio Dio, che Cristo, agnello innocente, portò sulla Croce i nostri peccati e che noi siamo stati redenti dalle sue piaghe.

Credo che Cristo ha sofferto per noi lasciandoci l’esempio, perché anche noi seguiamo le sue orme.

Credo che Cristo crocifisso, pazzia per la sapienza di questo mondo, è la potenza e la sapienza di Dio.

Credo che, accettando con amore la sofferenza, compio in me la passione di Cristo per la crescita del suo corpo che è la Chiesa.

Credo che tutto coopera al bene per coloro che amano Dio.

Credo che la nostra tribolazione momentanea e di breve peso ci procura uno smisurato dono di gioia.

Credo che chi soffre con Cristo con lui sarà glorificato.

Credo che chi muore con Cristo con lui pure risorgerà.

Credo che Dio farà cieli nuovi e terra nuova in cui asciugherà ogni lacrima dai nostri occhi: e allora la morte non ci sarà più, né lutto, né pianto ci saranno più.

Credo che vedremo Dio faccia a faccia; che nella mia carne contemplerò il Signore, mio redentore e mia salvezza. Amen