Crans-Montana: impressionante testimonianza di una giovane sopravvissuta all’inferno

Sopravvissuta all’incendio di Crans-Montana stringendo la croce che portava al collo: la testimonianza che sta commuovendo il mondo.

Ragazza sopravvissuta Crans-Montana
La ragazza sopravvissuta all’incendio di Capodanno a Crans-Montana – lalucedimaria.it

Ci sono momenti in cui  la realtà  diventa un incubo di fiamme e fumo, e ogni via di fuga sembra svanire. È quanto accaduto a una giovane ragazza durante il terribile incendio scoppiato nel locale di Crans Montana in Svizzera, molto frequentato dai locali e dai turisti.

Un momento di spensieratezza e festeggiamenti di Capodanno nel locale Le Constellation del Canton Vallese svizzero, n pochi istanti si è trasformato in un inferno di fuoco che ha avvolto i presenti. Sono 47 i morti, tra cui i tre ragazzi italiani identificati in serata, Giovanni Tamburi, Emanuele Galeppini, e Achille Barosi, più di 100 i feriti. Per la tragedia, aperta un’inchiesta per omicidio, lesioni e incendio a carico dei titolari.

Testimonianza commovente della ragazza sopravvissuta alle fiamme

Ma in mezzo a quel rogo, dove la paura sembrava avere l’ultima parola, è accaduto qualcosa capace di sfidare l’impossibile. Un video, che sta facendo il giro del web, racconta quegli istanti drammatici e al contempo la forza di una supplica rivolta al Signore.

Nel video, Laeticia di 17 anni,  racconta con voce ancora rotta dall’emozione i momenti in cui si è trovata intrappolata. Mentre le fiamme divoravano tutto ciò che la circondava, la sua mano è andata immediatamente a ciò che di più prezioso aveva con sé: una croce appesa al collo.

Stringevo quella croce e pregavo il Signore perché non bruciassi”, confida nella testimonianza. In quegli istanti di disperazione, ha rivolto un’invocazione drammatica e fiduciosa allo stesso tempo: “Signore, ti prego, non farmi bruciare”. Una supplica semplice ma la più istintiva e pura, che è diventata uno scudo potente. Riportiamo le parole della ragazza intervistata.

Il miracolo per mano di uno sconosciuto

“Credo di essere tra le poche persone che non erano completamente ustionate, avevo solo i piedi che bruciavano, tendevo le mani, per tutto il tempo stringevo la croce che ho al collo e pregavo il Signore perché non bruciassi. Ero seppellita sotto i corpi di persone che bruciavano e che stavano per morire, io tenevo in mano la croce e gridavo che non volevo morire. A un certo punto c’era un ragazzo, non so chi fosse, mi ha preso per mano e mi ha tirata fuori da li. Non credo di averlo ringraziato tanto ero scioccata. Non so se ora mi può sentire, ma lo ringrazio con tutto il mio cuore. senza di lui sarei morta”.

La sua testimonianza apre uno squarcio di luce in mezzo alla terribile tragedia che ha spezzato la vita di decine di ragazzi e segnato per sempre quella dei sopravvissuti.

Possa il Signore accogliere nella sua infinita Misericordia le vittime, consolare le loro famiglie che ora sono nel dolore più atroce e sostenere e accompagnare coloro che che dovranno affrontare un lungo e doloroso percorso di guarigione e recupero.

Il video del racconto di Laeticia, sopravvissuta all’inferno. 

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