L’epidemia da Covid non arresta la sua morsa, in particolare in alcune Regioni d’Italia. La vicinanza della Chiesa ai malati testimoniata da un Arcivescovo.
A Reggio Calabria, l’Arcivescovo si è messo a pregare davanti al reparto Covid dell’ospedale cittadino, portando la Madonna agli ammalati.
Portare la Madonna agli ammalati, far sentire la sua presenza accanto a loro, come una mamma che tiene per mano i suoi figli e non li abbandona durante i momenti di sofferenza. Con questo spirito, Monsignor Morosini, Arcivescovo di Reggio Calabria, ha voluto pregare e portare Maria agli ricoverati del reparto Covid dell’ospedale cittadino.
Insieme all’immagine della Beata Vergine Maria, copia del Quadro della Madonna della Consolazione patrona della città calabrese, Monsignor Morosini ha pregato nel cortile antistante il padiglione Covid del Grande ospedale metropolitano (GOM) di Reggio Calabria. Qui ha recitato il Santo Rosario, accolto dal cappellano dell’ospedale, don Stefano.
La preghiera a Maria é un messaggio di speranza per tutti gli ammalati e per il personale sanitario. Un momento di preghiera semplice, sobrio, animato dalla comunità del Seminario di Reggio Calabria accanto al personale sanitario e agli operatori pastorali della cappellania. Tante le luci e i lumini esposti alle finestre delle stanze del nosocomio, a indicare l’unione in preghiera di tutti gli ammalati con il loro Arcivescovo.
“Dinnanzi alla malattia ci poniamo la domanda del “perché”? Gesù non è un maestro di filosofia, ma di vita. Il Signore condivide il dolore con l’uomo, questa pandemia non è un castigo di Dio.
Stiamo scoprendo valori che avevamo dimenticato, come la solidarietà ma anche il sacrificio e la dedizione che medici e sanitari stanno insegnando a un mondo logorato e in preda al consumismo” – ha dichiarato Monsignor Morosini.
Un gesto di vicinanza verso tutti gli ammalati. La preghiera del Santo Rosario sale al cielo e che viene accolta da Maria come una vera e propria supplica. Maria vuole intercedere per ogni singolo ammalato e non lascia che i suoi figli siano soli nell’ora della prova e del dolore.
Fonte: avvenire.it
ROSALIA GIGLIANO
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