Così gli uomini e le donne di Dio combattono il male della guerra

In questi giorni, in cui tutto il mondo ha il fiato sospeso per il dramma della guerra, c’è chi si si sta organizzando per affrontare con la risposta più forte che esista. 

Di fronte all’assurdità della guerra, i cristiani sono infatti chiamati a un’azione collettiva be precisa, che è quanto sta avvenendo in tutta Italia.

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In numerose parrocchie e diocesi italiane infatti si sta rispondendo con grande energia alla richiesta di Papa Francesco di pregare per l’Ucraina, invocando la Regina della Pace affinché fermi lo scempio della guerra. Da giorni e in queste stesse ore numerosissimi parroci e fedeli si stanno rimboccando le maniche per organizzare eventi di preghiera collettiva insieme alle tante comunità ucraine presenti nel nostro Paese.

L’orrore che cresce nel cuore dell’Europa

Lo stesso accade a Kiev, dove nonostante la guerra tanti cristiani continuano imperterriti a pregare, nelle Chiesa o nelle strade, mentre la paura cresce e la situazione cambia di minuto in minuto. Non saranno le armi ad avere l’ultima parola, ma l’amore del Signore e per questo ogni cristiano è chiamato a vivere intense giornate di digiuno e di preghiera per scacciare il male.

In queste ore le famiglie sono state divise e per gli c’è il divieto di uscire dall’Ucraina. Le uniche che portano via sono e donne, i bambini e gli anziani, a migliaia di chilometri di distanza, in Russia, senza i loro uomini, padri e figli. La prima delle grandi tragedie, che nei giorni scorsi ha mostrato madri disperate appendere ai vestiti dei figli un foglio con su indicato il gruppo sanguigno, nel caso di eventuali necessità di trasfusioni.

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Scene di vero orrore che non avremmo mai voluto vedere oggi, nel 2022, e soprattutto nella “civile” Europa. Senza contare che ora, con i bombardamenti, le persone che perderanno casa e si ritroveranno profughe cresceranno di ora in ora, di giorno in giorno. Ad oggi in Ucraina sono un milione gli sfollati che hanno già lasciato la casa, e se la crisi continuerà a lungo non si sa cosa accadrà veramente.

La presenza dei missionari cattolici tra coloro che soffrono

Nel mentre i missionari cattolici in Ucraina hanno annunciato di non avere intenzione di fare alcun passo indietro di fronte alla guerra, e che per questo resteranno nel Paese ad assistere il popolo finito sotto le bombe e nel mezzo del caos. Tra queste persone infatti prende vita la missione di questi uomini di Dio che seguono la chiamata di Gesù fino in fondo.

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Sono molte infatti le testimonianza di coloro che hanno deciso di restare nel Paese per farsi più prossimo ai sofferenti, proprio come Gesù si fece prossimo a tutta l’umanità. Tra questi ci sono sono gli orionini, i membri della provincia religiosa “Madre della Divina Provvidenza” e le Piccole Suore Missionarie della Carità.

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In tutto ciò, l’attenzione di Papa Francesco per la pace è totale, tanto che si è recato personalmente all’ambasciata russa in Vaticano per chiedere l’interruzione dei bombardamenti e l’avvio di un processo di pace. La sua attenzione alla pace non è mai venuta meno, anche quando il mondo non gli dava alcuna attenzione. Per Francesco, infatti, la guerra non è mai la soluzione ad alcun conflitto.

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