Che cos’è l’effusione dello Spirito Santo? quando avviene?

 

 

 

 

“Ti ricordo di ravvivare il dono di Dio che è in te per l’imposizione delle mani. Dio infatti non ci ha dato uno Spirito di timidezza, ma di forza, di amore, di saggezza.” (2Tm 1,6-7).

A cosa si riferisce questo passo, lo si può comprendere benissimo in molti incontri di preghiera del Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS), in cui si spiega e si pratica l’Effusione.

Non si tratta di un Sacramento, ma di una preghiera particolare, realizzata con l’aiuto dei fedeli del gruppo, che domandano, tutti insieme, a Dio di intervenire con potenza sulla persona designata.

L’Effusione pertanto si collega ai Sacramenti, in particolare al Battesimo, e nasce dal bisogno di avviare ciò che, già in quel primo Sacramento, Dio ha preparato per noi: l’essere purificati e illuminati, il conoscere e l’usare a pieno i carismi a noi destinati, il divenire eredi della vita eterna.

L’Effusione ha luogo e ragione in quanto può accadere che un Sacramento rimanga legato.

Come ci spiega Padre Raniero Cantalamessa: “Un Sacramento si dice legato se il suo frutto rimane vincolato, non usufruito per mancanza di certe condizioni che ne impediscono l’efficacia.
(…) In queste condizioni, tali Sacramenti, non possono conferire nessuna grazia alle persone; rimosso però l’ostacolo del peccato, con la penitenza, si dice che il sacramento “rivivisce” (reviviscit).”.

“Il frutto del Sacramento dipende tutto dalla grazia divina; solo che questa grazia divina non agisce senza il “sì”, cioè il consenso e l’apporto della creatura.”.

Di conseguenza anche il Battesimo può essere un Sacramento legato, a causa della mancanza di fede, della poca consapevolezza (specie perché si impartisce oggi in tenera età) del significato dell’affidamento a Dio e alle sue possibili grazie nella nostra vita.

Così come per ogni azione del Signore nella nostra esistenza, anche i doni Sacramentali, per attuarsi, attendono la nostra completa asserzione e partecipazione, la massima predisposizione d’animo, quindi una conversine rinnovata, che risponda alla domanda del Signore: “Che cosa vuoi che io faccia per te?”. Il Signore aspetta, per agire in pienezza, che rispondiamo come il lebbroso: Signore, se vuoi, tu puoi sanarmi.”.

L’Effusione è pertanto detta anche Battesimo dello Spirito e ravviva il nostro Battesimo, diventando un mezzo grazie al quale il Creatore corregge la nostra condotta, con la nostra libera co-partecipazione, aprendo con noi quel pacco dono che ci aveva già riservato alla nascita, ricco di doni particolari, come solo lo Spirito può  concepire.