Coronavirus: il governo valuta la chiusura delle scuole e delle università dal 5 al 15 marzo. La decisione verrà presa dopo il parere del comitato tecnico-scientifico.
Il blocco potrebbe creare problemi di natura economica e scolastica. Specialmente se le restrizioni dovessero protrarsi oltre i 10 giorni.
Sono giorni tesi quelli che stanno vivendo i membri del governo nelle ultime due settimane. L’epidemia di Coronavirus scoppiata in Italia sta continuando a diffondersi (sebbene ieri ci sia stato il primo calo nel numero di casi) ed è necessario applicare delle misure che permettano di limitarlo. La scorsa settimana è stata prolungata di sette giorni la quarantena delle zone rosse; ma sempre più casi si sono diffusi anche in zone non considerate focolaio dell’epidemia.
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Ieri e oggi, dunque, il governo Conte ha discusso le misure da applicare in un decreto legge apposito. In questo sono contenute delle nuove indicazioni sul comportamento sociale: mantenere la distanza di un metro dagli altri, evitare baci, abbracci e strette di mano. Ma anche restrizioni organizzative: ovvero il consiglio di evitare le attività aggregative e l’obbligo di disputare gli incontri sportivi a porte chiuse. Oggi si discute anche la possibilità di chiudere le scuole e le università per 10 giorni, da domani al 15 marzo.
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Durante la riunione a Palazzo Chigi di questa mattina l’orientamento del governo è sembrato andare verso il blocco delle attività scolastiche. La decisione, come sottolineato dal Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, verrà presa solo dopo aver ascoltato il parere della comitato tecnico-scientifico. Il Ministro ha infatti dichiarato: “Nessuna decisione sulla chiusura delle scuole è stata presa, abbiamo chiesto un approfondimento al comitato tecnico-scientifico”.
Qualora si procedesse verso questa direzione, il governo vuole che ci sia una perfetta coordinazione tra tutte le regioni. La gestione dell’attività scolastica, infatti, è di competenza di ciascuna regione; sarà compito del Ministro Francesco Boccia assicurarsi che il blocco dell’attività sia unitario. Si dovrà inoltre predisporre dei meccanismi utili a salvare l’anno scolastico. Già diversi giorni fa il ministro dell’Istruzione aveva parlato della possibilità di organizzare delle lezioni da casa in caso di necessità.
Terminato l’incontro tra i ministri del governo Conte e il comitato tecnico-scientifico sulle misure contenitive da applicare nei prossimi giorni. Tra le decisioni da prendere c’era quella della sospensione delle attività scolastiche per 10 giorni. Pare che il parere degli esperti sulla misura sia stato positivo. A dichiararlo è stato il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina: “Per il governo non è stata una decisione semplice, abbiamo aspettato il parere del comitato tecnico scientifico e abbiamo deciso di sospendere le attività didattiche da domani al 15 marzo“.
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Luca Scapatello
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