Coronavirus, passi avanti nel vaccino. Due studi donano speranza

Due importanti studi che accendono la speranza nella lotta al coronavirus, e riguarda la produzione di un vaccino che lo sconfigga.

Coronavirus vaccino
Due novità nell’ambito della produzione dei vaccini lasciano ben sperare (sourceweb)

Sonno stati pubblicati entrambi nello stesso giorno dalla rivista scientifica Lancet. Il Jenner Institute della Oxford University con la collaborazione dell’italiana Irbm ha infatti messo a punto il vaccino anti-Covid ChAdOx1. Questo, secondo l’esito dello studio pubblicato sulla rivista, avrebbe portato a una forte risposta immunitaria contro il coronavirus.

Vaccino, i risultati positivi dei test

Gli anticorpi, una volta somministrato il vaccino, si sarebbero quadruplicati nel 95 per cento dei partecipanti alla sperimentazione dopo un tempo di circa un mese dal momento della somministrazione. Un risultato positivo è arrivato anche dal vaccino cinese Ad5-vectored. Anche in questo caso i produttori hanno parlato di una risposta immunitaria positiva e sicura.

Notizie quindi che lasciano grandi margini di speranza in un momento in cui, drammaticamente, i casi di coronavirus nel mondo continuano ad avanzare. L’Oms ha affermato che il Sudafrica ha raggiunto quota 360.000 contagi, diventando il quinto paese al mondo per ampiezza di diffusione del virus. In India si è invece registrato il record di casi in 24 ore, 40mila, su un totale di oltre un milione di positivi.

Vaccino Coronavirus - Ministro Speranza
Il ministro italiano della Salute Roberto Speranza

Le notizie che la comunità scientifica aspettava da mesi

La comunità scientifica ormai da mesi aspettava queste risposte, riponendo nel vaccino grandi speranza contro una malattia difficile da sconfiggere e ancor più da prevenire. E i due candidati vaccini sembrerebbero lasciare ben sperare. Ma ciò non deve rappresentare una scusa per allentare la presa nella prevenzione e negli accorgimenti che vanno presi per contrastare la diffusione del virus.

Il ministro italiano della Salute Roberto Speranza ha spiegato che, dal suo punto di vista, “serve ancora tempo e prudenza. Ma – ha spiegato il ministro – i primi riscontri scientifici sul vaccino dell’Università di Oxford, il cui vettore virale è fatto a Pomezia e che verrà infialato ad Anagni, sono incoraggianti”.

Le sperimentazioni in Italia, Germania, Francia e Olanda

Al momento l’Italia sembrerebbe in testa a questo tipo di sperimentazione, assieme a Germania, Francia e Olanda. Il governo sta investendo denaro nella ricerca scientifica allo scopo di trovare una cura adatta a sconfiggere il virus. Anche l’Oms ha parlato di una buona notizia, quella legata ai passi positivi sul vaccino pubblicati dalla rivista Lancet.

Coronavirus Boris Johnson
Il premier britannico Boris Johnson

Soddisfatto anche il premier britannico Boris Johnson. Questo, nonostante abbia precisato che successo ed efficacia del vaccino di Oxford “non sono ancora garantiti”, si tratta comunque di un risultato più che positivo, che rappresenta “un passo importante nella giusta direzione”.

I risultati dei test sui vaccini

Nello specifico, il vaccino dello Jenner Institute avrebbe portato all’immunità fino al cinquantaseiesimo giorno della sperimentazione. Il test ha coinvolto 1.077 adulti sani. L’attività neutralizzante del coronavirus è stata poi riscontrata nel 91 per cento dei partecipanti dopo un mese dalla vaccinazione, e nella totalità di quanti hanno ricevuto una seconda dose.

Ora però sono necessari ulteriori studi, per capire l’effettiva protezione che garantisce il vaccino, specialmente nel lungo termine. Una fase di sperimentazione già in corso in Gran Bretagna, Brasile e Sud-Africa, e che tra poco dovrebbe partire anche negli Usa. Mentre Gran Bretagna, Usa, India e varie organizzazioni europee avrebbero già stipulato accordi per rifornirsi di oltre 2 miliardi di dosi di vaccino, come ha affermato l’azienda produttrice AstraZeneca.

Gli sviluppi sul fronte dei farmaci

Il vaccino cinese è stato invece testato su oltre 500 soggetti, è simile a quello di Oxford in quanto anch’esso utilizza come vettori gli adenovirus, ne è stata dimostrata la sicurezza e il 95 per cento dei partecipanti ha sviluppato una risposta immunitaria fino a un mese dall’immunizzazione.

Dal fronte dei farmaci, invece, arrivano altrettante notizie incoraggianti, in particolare con lo studio di tre nuovi anticorpi monoclonali, derivati dal sangue di pazienti guariti. Si tratterebbe di farmaci sintomatici per le forme più gravi della malattia a base di interferoni beta-1a. Questo sarebbe stato testato nel Regno Unito.

Coronavirus Gesu Verita

Oltre a questi, anche il fenofibrato si sarebbe dimostrato capaci di fermare la riproduzione del virus nelle cellule dei polmoni, e ora si dovrà passare alla sperimentazione sull’uomo.

Giovanni Bernardi

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