Anche se siamo ancora in piena emergenza Coronavirus, non bisogna dimenticare che la Chiesa è e resta un luogo sacro.
A Parigi, un parroco ha denunciato l’ingresso armato della polizia nella sua Chiesa: “E’ ora che i Vescovi facciano sentire la loro voce”.
In piena emergenza Coronavirus, ogni singolo Governo Nazionale ha emanato delle norme e delle regole che ognuno deve rispettare, a partire da quelle per evitare gli assembramenti. Uno dei luoghi indicato come “da assembramento” sono le Chiese e le Parrocchie.
Per questo motivo, come in Italia, anche in Francia è impedita la celebrazione delle Sante Messe con la presenza di un folto numero di fedeli. Ma non quella di entrare in Chiesa a pregare.
Anche a Parigi, i sacerdoti si sono attrezzati per la celebrazione della Messa in diretta streaming, attraverso i social network. Ma, per renderla meno isolata, un piccolissimo numero di fedeli può esser presente…o almeno, così sperava Padre Philippe. Con lui, in chiesa, domenica 19 aprile, c’erano solo un ministrante, un cantore e tre fedeli.
“Eravamo sette in tutto, me compreso, il portone esterno era chiuso per evitare che i fedeli accorressero. Ma nel bel mezzo della Messa, tre poliziotti armati sono entrati in chiesa per interrompere la Messa” – ha denunciato il sacerdote francese al quotidiano Tempi.it
I poliziotti hanno notificato al sacerdote che “c’erano troppi fedeli in chiesa e, quindi, si trattava di un assembramento: “Dopo che ho interrotto la Messa e sono sceso dall’altare per parlare con loro, se ne sono andati, ma hanno fatto uscire i 3 fedeli che erano con me presenti. Questo non è possibile. Non era un assembramento. È ora che i Vescovi facciano sentire la loro voce” – ha detto, dispiaciuto, Padre Philippe.
Ed in effetti, l’Arcivescovo di Parigi ha prontamente difeso l’operato del suo sacerdote, puntando il dito soprattutto sul fatto dell’ingresso armato dei poliziotti in Chiesa: “Questo è inammissibile perché è fatto esplicito divieto formale agli agenti di portare le armi quando entrano in chiesa. Non c’erano dei terroristi all’interno!”.
Dopo l’accaduto dei Carabinieri entrati per interrompere la funzione religiosa a Cremona, ora accade lo stesso anche a Parigi.
La situazione, forse, sta sfuggendo di mano: non si tratta, in questo caso, del solo far rispettare le regole. Si tratta, prima di tutto, del rispetto di un luogo sacro, prima che pubblico. Questo, forse, non è ancora chiaro.
ROSALIA GIGLIANO
Fonte: tempi.it
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