L’astronauta Luca Parmitano ha rivelato che già nel mese di novembre era a conoscenza della pandemia e del rischio imminente che il coronavirus avrebbe rappresentato.
Lo ha svelato lo scorso 25 aprile durante la trasmissione Rai Petrolio, intervento ripreso da diverse testate tra cui difesaonline.it. “A bordo abbiamo un collegamento quotidiano con le realtà terrestri, abbiamo anche accesso alla rete internet e già da novembre avevamo iniziato a seguire i primi contagi, inizialmente solo nei paesi asiatici, poi al mio rientro i primi contagi in Europa”, ha affermato Parmitano.
Nei giorni successivi l’ufficiale ha nuovamente replicato la sua versione al Tg2. “Già a novembre eravamo al corrente di questo probabile contagio pandemico e soprattutto la gravità che si andava allargando a macchia d’olio proprio in Europa poco prima del mio rientro”, ha confermato Parmitano.
Il colonnello, viste le sue importanti esperienze internazionali e i suoi trascorsi, gode ovviamente di credibilità massima. Parmitano è un ufficiale dell’Aeronautica militare , colonnello con sei missioni spaziali alle spalle e venticinque anni di onorato servizio. Difficile pensare che un personaggio della sua caratura possa andare in televisione per fare affermazioni che non sono reali. Non avrebbe alcun interesse a farlo.
In questo modo però ha palesemente messo in difficoltà il governo italiano, e il particolare il Presidente del Consiglio Conte. Assurdo pensare che Luca Parmitano avesse questo tipo di informazioni, e non ne fosse a conoscenza anche il premier italiano. Che tra l’altro ha anche assunto in prima persona la delega ai servizi segreti.
All’estero media mainstream da settimane riportano questo tipo di informazioni. Si scrive che l’intelligence americana avvertì i governi alleati già a novembre 2019, nel momento in cui in Cina l’epidemia stava probabilmente espandendosi mentre il governo tendeva a nascondere ogni segnale.
Un rapporto in cui veniva segnalato tutto questo sarebbe stato disponibile ai governi già prima del 28 novembre, e in questo si parlava di un imminente “evento catastrofico”. A corredo di questa tesi, numerose prove portate dal dottor Li Wenliang, che come si è scritto è stato probabilmente assassinato da funzionari del governo cinese.
Parmitano nelle sue parole sembra inoltre spiegare che questo tipo di informazioni circolassero in maniera quasi normale tra i membri della sua missione, a cui partecipavano addirittura anche i russi, facendo pensare che anche Mosca fosse a conoscenza del rischio. Parla limpidamente di un grave fenomeno che si stava allargando “a macchia di leopardo“. Ma tutti i governi occidentali si sono lasciati trovare completamente impreparati all’emergenza.
Per questo la posizione del governo italiano è ancora più assurda e incomprensibile. Come è possibile che nonostante si fosse a conoscenza del pericolosissimo rischio in arrivo, non si siano fatto nulla per farsi trovare preparati?
Il virus è arrivato all’improvviso cogliendo tutti di sorpresa, quando in realtà c’erano numerosi segnali che testimoniavano come sarebbe accaduto. Perché non ci si è organizzati al meglio per evitare questo disastro?
Giovanni Bernardi
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