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Nessun focolaio all’interno delle Chiese: rispetto delle norme anti Covid

Una buona notizia in questo periodo così difficile dovuto al Coronavirus. I medici si complimentano con la Chiesa nel mondo per le precauzioni adottate.

photo web source: avvenire.it

Le chiese cattoliche, nel mondo, non sono mai state al centro di focolai in questa seconda fase di pandemia da Covid. Lo affermano i medici.

Le Chiese nel mondo non sono focolai

“Nelle Chiese Cattoliche sono stati pienamente rispettati i tre parametri anti – contagio. Ecco perché non si sono registrati dei focolai ripetuti”. Ad affermarlo è una Tv statunitense, dopo uno studio fatto su alcune Chiese del continente.

Si tratta di uno studio tutto cattolico, concentrato proprio sulla diffusione del Covid all’interno delle strutture ecclesiastiche sparse sia negli Stati Uniti che nel mondo intero: “Se nulla durante una pandemia è esente da rischio, queste linee guida significano che i cattolici (e i funzionari pubblici) possono confidare nel fatto che sia ragionevolmente sicuro andare in chiesa per la Messa e gli altri sacramenti.

Per i cattolici, la Messa e soprattutto l’Eucaristia sono fondamentali per la vita cristiana. In un’epoca come questa, è ancor più importante che i fedeli possano andare in chiesa e ricevere la Santa Comunione”.

Coronavirus

Il problema della distribuzione della Comunione

Lo studio pone, però, l’accento, anche su un problema che divide dalla Santa Sede: la distribuzione della Comunione in mano o sulla lingua. “Non sono emerse prove che suggeriscano che la distribuzione della Santa Comunione in conformità alle Linee Guida abbia portato alla trasmissione del Covid” – descrive.

“In Chiesa si rispettino le regole”

E’ da precisare, però che le Chiese non sono “completamente immuni”. Ci sono, sì, casi sporadici di volontari o sacerdoti contagiati all’interno delle Chiese cattoliche: “In ogni caso, i responsabili della salute pubblica e i presenti erano stati avvertiti della possibile esposizione, e nessuno ha sviluppato il Covid-19 nei 14 giorni successivi a ogni evento” – spiega lo studio.

Lì dove le linee guida non sono state eseguite, o eseguite erroneamente, il contagio c’è stato. La cosa importante è che dobbiamo imparare a convivere ancora per qualche tempo con questo virus. Nessuno è immune, nemmeno chi si reca in Chiesa.

Ma se in Chiesa si sono registrati meno contagi, vuol dire che lì le norme sono state eseguite alla lettera.

Fonte: aleteia.org

ROSALIA GIGLIANO

Rosalia Gigliano

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Rosalia Gigliano

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