Pochi lo ricordano, ma il premier Giuseppe Conte martedì 17 Novembre sarà chiamato al Palazzo di Giustizia di Trento per rispondere su 3 capi d’accusa.
Le accuse di cui Conte dovrà rispondere sono molto gravi e di natura penale. Ma della notizia, sui giornali, purtroppo non c’è più traccia.
Eppure il premier Conte tra poco più di due settimane farà ingresso al Palazzo di Giustizia di Trento. Sempre se non verrà chiuso prima dallo stesso Conte, a causa della pandemia da Coronavirus.
Ironie a parte, il caso è serio e vedremo come l’informazione riporterà il fatto, che di insignificante ha ben poco. Nel Tribunale infatti lo aspetterà il giudice per le indagini preliminari Claudia Miori. Questa, sarà chiamata a a decidere se mandare il premier a processo.
La ragione? Per tutto ciò ha deciso durante questi mesi di pesante lockdown dovuto alla pandemia. Mesi in cui migliaia di attività commerciali hanno fallito, altre stanno fallendo, e un alto numero di italiani ha perso il lavoro. Contro i pochi che invece hanno ricevuto gli indennizzi, a differenza di quanto promesso dallo stesso Conte nei giorni delle conferenze stampa a reti unificate che tutti ben ricordano.
Sono infatti molti gli italiani che vorrebbero spiegazioni ben precise su quanto accaduto in questi mesi, sul perché hanno perso il lavoro e se questo era veramente ineluttabile. Oppure se le loro attività, e in alcuni casi purtroppo anche le loro vite, potevano salvarsi.
Dal punto di vista formale, Conte è indagato per attentato alla Costituzione (articolo 283 del codice penale), abuso d’ufficio (art. 323) e violenza privata (610). Accuse molto pesanti. Dopo la decisione di mandare a processo il leader della Lega Salvini per avere “tenuto in ostaggio” i migranti nel Mediterraneo da ministro dell’Interno, lo stesso accadrà per l’attuale presidente del Consiglio.
In quella data quindi, in pratica, si capirà se Conte andrà a processo per avere tenuto in ostaggio i cittadini italiani, durante i mesi di lockdown forzato. Pare infatti che migliaia di persone, in tutto il Paese, lo abbiano denunciato per quanto accaduto. Una decisione sfavorevole per Conte, da parte dei giudici di Trento, rischierebbe di segnare in maniera pesante il cammino del nuovo pupillo della politica italiano, arrivato al comando da perfetto sconosciuto, e mai confrontatosi ancora con le urne.
La sede di Trento è dovuta al fatto che la procura trentina si è mossa prima delle altre in questa direzione. L’iniziativa è dell’avvocato Edoardo Polacco di Roma, dopodiché le denunce contro la gestione della pandemia sono fioccate.
La pm Liverani lo scorso giugno ha proposto l’archiviazione, tuttavia la Gip Claudia Miori vuole vederci chiaro. Così la decisione se Conte andrà a processo o meno verrà presa in tribunale, mentre in quelli di tutta Italia esaminano le denunce contro il premier.
Lo studio Polacco si è infatti opposta alla alla richiesta del pm di archiviare la denuncia, e ora bisognerà vedere come andrà a finire. Chiosa Polacco: “Finalmente il governo ed il presidente del consiglio dovranno spiegare ai giudici la repressione delle libertà costituzionali per il popolo italiano attraverso i decreti del presidente del consiglio dei ministri”.
Giovanni Bernardi
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