Consigli utili nella lotta col demonio.

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RISPOSTE a domande frequenti

Molte persone, trovandosi in situazioni strane, si domandano se si può con cer­tezza capire quando alcuni mali vengono dall’occulto o quando invece dipendono da una normale malattia. A volte questo problema diventa ossessionante. Ci sono dei criteri sicuri per avere delle certezze a questo riguardo? La risposta non è scontata, anche perché spesso si tratta di tutte e due le cose mescolate insieme. Desiderando aiutare quanti sono angosciati nella ricerca e vogliono raggiungere punti di certezza per sapere come regolarsi, vi è una diffìcile casistica, che ha bisogno di alcune precisazioni preliminari.

1 – La grande varietà: i fenomeni sono molto variegati. La diversità dipende dalla combinazione di tre fattori: le carat­teristiche fisiche e psichiche della persona colpita; il modo diverso di operare dei maghi; la diversità dei demoni che hanno diversi temperamenti e comportamenti personali. Don Gabriele Amorth, nel suo libro scrive: “Avvertiamo che non esistono mai due casi eguali. Il comportamento del maligno è quanto mai vario e imprevedibile”.

2- Un sottofondo comune: pur nella diversità resta sempre una specie di comu­ne denominatore che, a grandi linee, con­sente di tracciare un elenco di fenomeni ricorrenti, fornendo la possibilità di raggiungere una certa sicurezza.

3- L’aspetto più diffìcile è che alcuni fenomeni, quelli di carattere nervoso, a volte sono simili a quelli causati da una normale malattia. In qualche caso possono addirittura sommarsi. Così possono darsi dei casi in cui distinguere, per esempio, tra schizofrenia e disturbi malefìci sembra impossibile; bisogna allora ricorrere ad altri elementi collaterali che aiutano a fare una sicura diagnosi. Giova molto il “discernimento ” di cui parlerò più avanti.

Taluni segni hanno uguale valore. Quelli fonda­mentali per una diagnosi dell’attività delle forze del male sono soprattutto tré: la testa, lo stomaco, l’avversione al sacro. Nell’elencazione che segue questi tre sono messi per primi.

La testa L’attacco notturno. La testa viene colpita incessantemente di giorno e di notte. Ma l’attacco fondamentale e più decisivo per la distruzione della mente (psiche) e di riflesso poi di tutto il corpo, viene inferto nella notte, perché durante la passività del sonno le forze del male possono agire più comodamente. Strumenti ordinari di tali disturbi sono gli oggetti fatturati che vengono immessi nei cuscini, in modo che il contatto diretto con la testa renda più forte ed efficace la loro radiazione malefica. I sintomi nei disturbi del sonno sono: difficoltà ad addormentarsi, risvegliarsi presto e non prendere più sonno, avere incubi, sognare cioè cose brutte e angoscianti che si imprimono con forza nella mente generando spavento, come sensa­zioni di cadere dall’alto, guidare una mac­china che non si riesce a controllare, vivere una situazione paurosa dalla quale non c’è via di scampo. E tale la forza di questi incubi che spesso risvegliano il paziente lasciandolo in uno stato di paura e di sconvolgimento.

Questi sintomi possono essere tutti o solo in parte, secondo la costituzione dei vari organismi. Quel che conta, per capire se sono fatti naturali o no, è quello di guardare alle conseguenze che si riscontrano quando la notte finisce: quando è ora di alzarsi per affrontare gli impegni della giornata, ci si sente più stanchi e sfiniti di quando si è andati a letto. Il sonno non solo non è stato riposante ma ha creato un senso di sfini­tezza generale su tutto il corpo, per cui non ci si vorrebbe alzare. Alzandosi, diventa difficilissimo affrontare e portare avanti i normali impegni che prima si facevano con una certa soddisfazione, poiché ora diventano una ininterrotta tortura. Nella testa c’è la centralina di tutti i comandi che regolano e ordinano il movimento di tutte le parti del corpo.

La funzionalità di questo centro di comando e di controllo è assicurata dal ricambio che avviene durante il periodo del sonno: quando si perde in quantità notevole il sonno, non si ha più la potenza per agire normalmente. Perciò l’attacco sistematico al sonno è il principio di distruzione della vita ed elimina gradualmente nel soggetto colpito la possibilità di ogni resistenza all’azione demolitrice degli spiriti del male. L’attacco all’organo centrale della nostra vita psichica e vegetativa apre la porta al potere di trascinare una persona dove si vuole.

Quando tutte le notti, senza interruzione si subisce una tale violenza, non è soltanto il fisico a subirne le conseguenze, ma è anche e soprattutto la resistenza psichica a crollare, con una catena di conseguenze che non è facile catalogare. Provo tuttavia a farne un elenco: – perdita della persosalità e della libertà per il proprio comportamento. Dopo la devastazione del recupero che un buon sonno dovrebbe offrire, si indebo­lisce la capacità di controllo e di auto­nomia, cosicché gli influssi spiritici fanno da padroni.

Così si spiega, per esempio, la comple­ta inversione di tendenza del bravo marito che si sente stranamente attratto dalla donna estranea che ricorre a questi mezzi. Un marito ottimo, sereno e affettuoso, attaccatissimo ai figli, molto legato alla moglie, di colpo non si riconosce più. Non ama più, non vede più i figli, soffre di stare in casa, si chiude in se stesso, sembra inebetito, non dorme più i suoi sonni tranquilli, tradisce un intemo contrasto. è come se una forza invisibile, di cui lui stesso non capisce la provenienza, lo portasse a fare ciò che non vorrebbe.

Bisogna precisare che, in questi casi, la perdita della capacità di volere non è totale come nell’ossessione diabolica, ma è talmente forte che, se non c’è un carattere consolidato unito a una difesa religiosa, non si è capaci di resistere. Tanta com­prensione e tanta delicatezza verso chi attraversa questi traumi è indispensabile per evitare il peggio: Una continua “suggestione mentale ” la tiene continua­mente in opera di giorno e nelle ore d’insonnia della notte. Pensieri falsi, interpretazioni distorte, risentimenti, immaginazioni al di fuori di ogni realtà martellano la testa per giorni, per mesi, e alla fine riescono a imporre false certezze che al momento opportuno esplodono e diventano dirompenti, con espressioni e comportamenti incom­prensibili a chi li recepisce.

È un vero martirio che, quando arriva al culmine, scatena atteggiamenti violenti, rabbiosi, asociali soprattutto con i familiari, e apre purtroppo la via a ricoveri in reparti di psichiatria o a prescrizioni di forti dosi di psicofarmaci, che in questi casi non risolvono nulla, anzi attenuano la capacità di reagire alle forze del male; – questa agitazione mentale crea l’incapacità di fermare la mente per concentrarsi sulle cose da fare.

Chi lavora in ufficio non combina granchè e commette pericolosi errori. Il ragazzo che va a scuola non riesce ad applicarsi, la mente sfugge continuamente dalle pagine del libro e quel poco che si è letto viene subito cancellato dalla forza dei pensieri inutili che tengono banco; in genere in questi casi i genitori dicono inconsapevolmente che non ha voglia di studiare, ma poi aiutati ad approfondire, riconoscono che il ragazzo non riesce proprio ad applicarsi;

LA FIACCHEZZA mentale genera un senso di avvilimento che investe la persona: la rende abitualmente triste, la porta a rinchiudersi sempre più in se stessa, le crea la sensazione che tutto stia crollando, che ormai non potrà andare più avanti. Nei momenti più acuti, tutto diventa più nero del nero e la catastrofe totale sembra ormai inevitabile. Questo stato a volte diviene l’anticamera del suicidio; – la mente così turbata porta indiret­tamente a un altro fenomeno: la ricerca del letto, chiudendosi in camera anche nelle ore del giorno.

Oggi il caso di giovani e ragazzi che gradualmente restringono la loro vita a questa forma vegetativa, rifuggendo da ogni impegno e dal frequentare la vita sociale, è sempre più frequente, man mano che dilaga maggiormente il ricorso alle forme dell’occulto. In questi casi il letto attira sempre, perché nel letto o nel cuscino c’è qualcosa di fatturato che richiama la persona, al fine di poter continuare a sprigionare su di lei la sua azione malefica anche nelle ore in cui normalmente non si dovrebbe stare a letto. Chi va soggetto a queste cose deve tener presente la regola che nel letto e nella camera ci deve stare il meno possibile. Deve cercare invece di evadere dalla casa, uscire all’aperto, cambiare ambiente, creare rapporti sociali e di incontro. SAN FRANCESCO E PADRE PIO Tutti i Santi con la esse maiuscola sono stati, attraverso i secoli, tormentati dal demonio, da sant’Antonio Abate a Madre Speranza di Gesù. Il beneplacito di alcuni teologi di oggi, che pensano che satana non esiste, non ci occorre, perché i fatti ci sono e sono storicamente certi. L’enorme luce spirituale, che inonda lo spirito di queste creature privilegiate, spesso sfugge al nostro sguardo materiale, ma è visibilissima agli esseri spirituali.

I demoni ne rimangono accecati e irritati fino a scagliarsi con violenza contro di loro. Tra i disturbi ricorrenti nella loro vita c’è anche quello di essere ostacolati nel sonno. Due esempi : – di San Francesco è scritto: “soggior­nando alcune notti presso un Cardinale, la prima notte, dopo aver pregato Dio. si accingeva a riposare, quando i demoni gli mossero una lotta spietata ” (Seconda vita di Celano 119, in Fonti Francescane 705).

“Il diavolo è molto sottile ed astuto. Dal momento che per la misericordia e Grazia di Dio, non può nuocere alla mia anima, si sfoga contro il mio corpo ren­dendomi impossibile il riposo ” (Leggenda Perugina 94, in Fonti Francescane 1650). – Padre Pio il 28 giugno 1912 scrisse al direttore spirituale: “L’altra notte la passai malissimo. Quel “cosaccio ” (cioè il diavolo) da verso le dieci che mi misi a letto, fino alle cinque della mattina non fece altro che picchiarmi continuamente. Molte furono le diaboliche suggestioni, che mi poneva davanti alla mente: pensieri di dispe­razione. di sfiducia verso Dio. ..Credevo proprio che quella fosse propriamente I ‘uItima notte della mia esistenza ‘ (Epistolario Vol. I). “La magia bianca” non serve a nulla perché sappiamo bene che per quanto uno possa essere “forte” e “capace “, è sempre limitato.

La sua volontà e intelligenza arri­vano solo fino ad un certo punto. I maghi e le fattucchiere ingannano i malcapitati: essi si circondano di immagini sacre, di Santi o di Papi o altre persone di Chiesa. Per me la magia bianca non esiste o se esiste non produce alcun effetto”.

Chi sono i sensitivi, c’è qualcuno che opera nel bene? “I sensitivi sono coloro che hanno una particolare ricettività, per cui avvertono, la presenza del malefìcio o di forze negative. Alcuni sono particolarmente o eccezionalmente dotati per cui avvertono anche in lontananza, addirittura per telefono. O anche attraverso la scrit­tura, o fotografie. Alcuni fanno del bene, perché prestano la loro opera per liberare una persona da un malefìcio”.

<‘Le sono mai capitate persone in uno stato molto grave e cioè possedute dai demoni?>

“Secondo me la vera e propria posses­sione diabolica è un fatto raro. A volte mi capitano delle persone che urlano, appa­rentemente possedute dal demonio. Sono invece gli spiriti del fattucchiere che entra­no e lo trasformano, ma non si tratta di demoni nel senso stretto della possessione. Quindi anche quando reagiscono stril­lando, agitandosi, dicendo parole insensate, bestemmie, è sempre la persona del fattucchiere che in certi malefici riesce a trasformare la vittima. Invece la posses­sione diabolica è tutt’altra. In questi casi vi e la presenza di un “ente ” estraneo che fa parlare il posseduto non secondo la volon­tà della persona stessa, perché conosce cose che quella persona non può assoluta­mente conoscere, ha una forza che non può avere. In una parola, la trasforma”. Come è possibile arrivare a colpire la vittima designata ? “In genere, come abbiamo detto, attra­verso riti o messe nere. Per colpire con maggiore incisività, c’è bisogno o di una fotografìa su cui ci si possa “lavorare” sopra, oppure bambole, e quest’ultimo è l’uso più frequente. Quello che noi defi­niamo maleficio “semplice” provoca disturbi di diversa natura (mal di testa, di stomaco) sulla vittima designata, com­preso il fatto di non riuscire più a pregare, di avere repulsione per il sacro. Invece ci sono malefìci per far soffrire ancora di più la vittima per cui alle bambole si aggiun­gono spilli o chiodi o legature in modo che si possa trasferire alla vittima il “lavoro ” fatto sulla bambola. Noi ci accorgiamo subito, impartendo la benedizione liberante, che queste persone hanno spilli, chiodi, in tutte le parti del corpo. Posso citare il caso di una persona che viene “lavorata” per così dire, 24 ore su 24. Credo che in questa circostanza vi siano una serie di fattucchieri che si siano divisi i compiti in modo che per tutte le ore della giornata questa vittima possa subire una vera e propria tortura”. Come si materializzano certi strani oggetti o simboli all’interno di cuscini e materassi? “Noi sappiamo bene che il maleficio fatto con l’intenzione di nuocere può fare del male e la persona colpita appunto sta male, ma affinchè il maleficio abbia una certa consistenza e durata nel corso della giornata, delle settimane e dei mesi, occorre che questo male si materializzi. In genere ciò avviene all’intemo dei cuscini perché lì la persona appoggia la testa per almeno sei-otto ore al giorno. Noi la definiamo la “sacramentalizzazione del male” per usare un termine un po’ eccle­siastico. Come Gesù Cristo ha istituito i Sacramenti per il bene, satana ha istituito i segni permanenti del male.

Così anche i brividi di freddo che il paziente avverte nel corso della benedizione liberatoria, o entrando in Chiesa o nella preghiera, sono quello che nostro Signore definiva “stridore di denti”. “A me sono capitate persone di tutte le categorie, età, sesso e religione. Mi sono capitati casi di musulmani ed altre religio­ni non cattoliche.

Colpito è chi, purtroppo. è oggetto di un maleficio, in particolare chi è tendenzialmente ricettivo. Diversi non sentono alcun male. Attraverso l’espe­rienza mi capita di verifìcare che il male fatto ad un genitore si ripercuote sui figli. non perché questi ultimi siano i bersagli, ma perché appunto il genitore è forte o refrattario al malefìcio. Alle volte capita il contrario: un padre di famiglia che sembra forte e robusto, invece viene ridotto a nulla in quanto diventa ricettivo”.

Anche sacerdoti e suore possono essere colpiti dai malefìci? “Si, sono come tutti gli altri cristiani o altre persone che possono essere colpite a causa della cattiveria altrui. Mi sono capi­tati fratelli in gamba, buoni, santi. Non è che il maleficio viene meritato perché si è lontani da Dio”. Quasi tutte le persone colpite si doman­dano • “Come è possibile che Dio permetta questo? “. Lei cosa risponde? “Per l’esperienza che ho avuto fin qui posso dire senza ombra di dubbio che il Signore lo permette per ricavarne un bene. Oggi si parla di nuova evangelizzazione, di cammino di Fede. Ma vediamo le difficoltà. Io posso dire io che sono parroco, come sia faticoso recepire i valori e gli insegnamenti del Vangelo.

Le persone maleficate sono più sensibili alla Grazia di Dio: cominciano a porsi do­mande su dìo, sul soprannaturale, sulla partecipazione ai Sacramenti. Persone che non pregavano più ricominciano a farlo e a continuare, persone che non frequenta­vano più la Chiesa perché vivevano nell’apatia, nell’indifferenza, cominciano una vita veramente cristiana. Famiglie che erano sull’orlo della divisione anche a causa di questi malefici ritornano a pregare insieme, a vivere nell’armonia. Ho constatato che queste persone, una volta che si incamminano su una strada di conversione la percorrono fino in fondo, con perseveranza. Il malefìcio è un male, ma diventa occasione di bene. Il Signore consente questi mali per far ripensare a tante cose”.

Perché secondo lei c’è una diffusa incre­dulità sui malefìci, nell’ambito della Chiesa, anche fra Vescovi e sacerdoti? “Perché in teologia, nei corsi semina­ristici. non si spiegano abbastanza queste cose. Ho appena accennato alla demonologia, cioè alla presenza, all’esistenza del diavo­lo e questo nessun credente lo può mettere in dubbio. Invece non si è mai parlato di possessione diabolica, se non in una lette­ratura superficiale e quasi mai si è parlato di malefici. Si è sempre sentito parlare, sotto forma popolare di fatture, malocchio, iattura, sono espressioni che in genere fanno un po’ sorridere. Finché uno non ci passa sembrano cose assurde.

Uno pensa: Come può una persona fare del male in tal modo?, invece quando si entra in questo “mondo” ci si accorge che non solo il maleficio esiste ma che si può essere liberati con il nostro intervento, in modo particolare dall’e­sorcista, ma anche da chi non lo è. Con il Battesimo e la Cresima si diventa “soldati di Gesù”. Non si può dire che tutti i Vescovi e sacerdoti non credono a queste cose. Ma un gran numero di essi prende le distanze. Qualche Vescovo ha nominato un discreto numero di esorcisti per venire incontro a questo bisogno di benedizioni anche se non credono fino in fondo al malefìcio. Sarebbe invece opportuno che, sia i Vescovi che i parroci, facessero un lavoro di discernimento per capire fino a dove può arrivare un maleficio o se invece la natura del male che colpisce una persona è diversa. Ecco, i parroci, che conoscono bene i propri fedeli potrebbero svolgere quest’opera importante, perché tante possono essere le ragioni per cui uno sta male. Certo se uno continua ad andare dal medico e non trova giovamenti, se addi­rittura è costretto a passare da un ospedale all’altro senza venire a capo di niente, insomma, c’è da pensarci su.

Anche i medici, possono collaborare” “Noi ci sentiamo un po’ isolati e incompresi. Isolati perché siamo pochi ed ognuno opera per conto proprio, ed ostacolati anche da coloro che sono vicini alla Chiesa perché non credono fino in fondo alla pastorale dell’esorcismo. Si tratta invece di una pastorale vera e propria, forse più efficace di altre, perché va proprio in profondità, al cuore del fedele. Incompresi, anche da chi dovrebbe capirci di più, esortarci. Parlo di molti Vescovi, non quello della nostra Diocesi, che non vedono tanto di buon occhio l’esorcista che si sacrifica e passa ore ed ore ad esercitare questo ministero”. Quali sono i sintomi che possono far pensare ad un malefìcio? “I fastidi più comuni sono il mal di testa inspiegabile, il mal di stomaco, senso di nausea, inappetenza, insonnia. Soprat­tutto quando una persona ha fatto tutti gli accertamenti clinici possibili ed immagi­nabili, sotto ogni punto di vista, senza rica­varne alcun esito, allora viene il sospetto”. Nel momento in cui una persona, dovesse accertare, senza dubbi di essere stata malefìciata, cosa deve fare? “Dovrebbe pregare di più, invece pur­troppo succede che le persone colpite sen­tono un rifiuto verso il sacro, come abbia­mo detto.

Sappiamo bene, infatti, che è il Signore che libera, ed invece è quello il momento in cui non si prega più. In questo senso la persona interessata si dovrebbe far aiutare da un esorcista che lo liberi dal male affinchè possa iniziare un cammino di Fede, partecipare ai Sacramenti, condurre una vita cristiana e poi essere mano a mano liberati totalmente. Quindi, appena si accerta la “stranezza”, la particolarità dei disturbi, occorre rivolgersi ad un esor­cista”. E‘ necessario rivolgersi ad un esor­cista, oppure la benedizione liberatoria può essere impartita da un semplici fedele? “Quando si tratta di possessione diabolica, ricordiamo che la norma della Chiesa impone l’intervento di un esorcista autorizzato dal Vescovo, (al fine di evitare che il diavolo possa nuocere alla persona impreparata, o non completamente in Grazia di Dio e non protetta dall’investitura della Chiesa).

La individualità di colui che ha ricevuto esplicito mandato dal Vescovo, in un certo senso scompare sotto la funzione di cui è investito e tale funzione protegge la sua individualità nella misura stessa in cui la rende anonima. Il rito viene reso operante in virtù della continuità del potere conferito da Cristo ai suoi Apostoli. Un esorcista laico dovrebbe essere un discepolo perfetto di Cristo e tale perfezione generalmente non si riscontra quasi mai: per cui ecco perchè è assolutamente vietato a una persona non autorizzata dal Vescovo, di fare esorcismi diretti, per i danni che possono derivargli dal demonio.