Commento al Vangelo di oggi 12 Maggio, Padre Guy: “Nessuno le strapperà dalla mia mano”

“Nessuno le strapperà dalla mia mano”. Come meditare il Vangelo di oggi?

Ci risponde il nostro Padre Guy nel commento alle letture ed al Vangelo di oggi.

Padre Guy medita il Vangelo

La meditazione del Vangelo della IV Domenica di Pasqua del nostro Padre Guy. Un momento per comprendere meglio il significato contenuto nella Parola di oggi.

Commento al Vangelo secondo Giovanni 10,27-30

L.d.M. – In questa quarta domenica di pasqua, il liturgista ci porta nel capitolo 10 di Giovanni, dedicato al rapporto tra il pastore e le sue pecore. Padre Guy com’è questo rapporto?

P. Guy – Carissimi fratelli e sorelle, Il Dio della speranza, che ci riempie di ogni gioia e pace nella fede per la potenza dello Spirito Santo, sia con tutti voi. (Cf Rm 15,13). Un rapporto talmente amorevole, intimo e fiducioso, alla fine, il pastore conosce le sue pecore e esse ascoltano la sua voce. La cosa interessante è che il pastore le chiama per nome.

“Nessuno le strapperà dalla mia mano”

L.d.M. – Un testo molto breve ma molto intenso. Cosa ci insegna?

P. Guy – Per la nostra meditazione, il tema da seguire è il seguente: “nessuno le strapperà della mia mano”. Possiamo rilevarlo proprio dalla pericope del Vangelo di San Giovanni 10, 27-30.

L.d.M. – Quello di questa domenica.

P. Guy – Esattamente. In questo testo, per due volte ( v.v. 28, 29), Gesù ha detto “nessuno le strapperà della mia mano”.

L.d.M. – Nessuno?

P. Guy – Nessuna cosa, nessun uomo, proprio niente nel mondo, in terra, sottoterra ed in cielo, potrà strappare le pecore dalla mano del Signore Gesù. “Poiché è volontà del Padre che non si perda nessuno di coloro che sono affidati al Cristo (6,39; 17,12; 18,9), il Signore garantisce la sua protezione per cui il credente si sente nelle mani del Forte. Questi infatti porta gli agnellini nel seno e conduce pian piano le pecore madri (Is 40,11). i è Qui vi è una promessa di pace per cui – pur nella tribolazione, nella prova, nella minaccia del Nemico – il credente vive nella sicurezza che Dio lo conduce (Sal 78(77), 52-53) e che niente potrà separarlo da Cristo (Rm 8,35-39).

vangelo

Nessuno

L.d.M. – C’è un riferimento a qualcosa di particolare dietro a questo nessuno?

P. Guy –Dicendo “nessuno” vi è soprattutto un riferimento al lupo, l’avversario, che vuole dilaniare il gregge del Signore.

L.d.M. – Chi sarebbe questo lupo?

P. Guy – Il lupo è colui che non è il pastore, diciamo è il pastore cattivo che non pascola. A questo punto, il profeta Ezechiele si interroga: “I pastori non dovrebbero forse pascere il gregge? Vi nutrite di latte, vi rivestite di lana, ammazzate le pecore più grasse, ma non pascolate il gregge. Non avete reso la forza alle pecore deboli, non avete curato le inferme, non avete fasciato quelle ferite, non avete riportato le disperse.

Non siete andati in cerca delle smarrite, ma le avete guidate con crudeltà e violenza. Per colpa del pastore si sono disperse e son preda di tutte le bestie selvatiche: sono sbandate”(Ez 34, 2b-5).

L.d.M. – Cosa vuole dunque fare il lupo?

P. Guy – Il lupo viene per rubare, distruggere, San Giovanni nel suo Vangelo, chiama il lupo; il ladro ( 10,10), il mercenario (10,12). Quello lupo è il diavolo, l’ingannatore, il separatore. Gesù si è come il Buon pastore. Se si parla del buono vale a dire che esiste anche il cattivo, il malvagio.

Caro mio, cara mia, sei un pastore o un lupo? il Signore, per fortuna, ti ha messo capo della famiglia, responsabile in una società, una azienda. Come ti comporti, come tratti i tuoi soggetti? il Signore Dio ti dice: Eccomi contro i pastori: chiederò loro conto del mio gregge e non li lascerò più pascolare il mio gregge ( Ez 34, 10).

Le Pecore

L.d.M. – E le pecore?

P. Guy – Parlando delle pecore, ovviamente, il Signore fa riferimento prima di tutto al popolo d’Israele, il popolo eletto, poi a noi, cioè tutto il genere umano, come specificato, sempre da San Giovanni, nella seconda lettura, dal libro dell’apocalisse “Io, Giovanni, vidi: ecco, una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua”.

L.d.M. – Ma le pecore sono tutte uguali?

P. Guy – No. Ci sono vere e false pecore. Le vere pecore sono quelle che ascoltano la voce del pastore e lo seguono: “le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono”. Perché la sua voce, ossia la sua parola è parola di vita, è luce sul nostro cammino, è parola di verità.

Vangelo

L.d.M. – Quali sono, invece, le pecore false?

P. Guy – le false pecore sono quelle che non ascoltano la voce del pastore oppure, ascoltano e seguono il cattivo pastore, che le porterà poi alla perdizione, come nella prima lettura. In questa lettura dal libro degli Atti degli apostoli, ad esempio, Paolo e Barnaba, insegnando la parola di Dio avevano incontrato delle avversità, i “credenti” avevano rifiutato la Parola, dunque non avevano ascoltato la voce del Buon pastore. Gli apostoli Paolo e Barnaba si sono rivolti ai pagani, che avevano accolto ed ascoltato la voce del pastore: “Era necessario che fosse proclamata prima di tutto a voi la parola di Dio, ma poiché la respingete e non vi giudicate degni della vita eterna, ecco: noi ci rivolgiamo ai pagani”.

L.d.M. – Davanti a “queste due pecore”, dunque, su cosa dobbiamo riflettere?

P. Guy – Caro mio, cara mia, che tipo di pecora sei? Sei una pecora del Signore cioè ascolti e segui il Signore, o del diavolo e fai come ti pare nel nome della “libertà” che confondiamo con libero arbitro e libertinaggio? Se tu rimani nel Signore, lui non ti abbandonerà, ti proteggerà contro il maligno. Tanto è vero che il tuo cuore è pieno di mille pensieri, però apriti, cessa di indurire il cuore. Apri a Lui le tue orecchie per ascoltare la Sua Parola, apri a Lui il tuo cuore per metterla in pratica e sarai salvato.

Lodiamo il Signore cantando insieme il Salmo 22 nella versione musicata d Marco Frisina

Il Signore è il mio pastore
non manco di nulla
Il Signore è il mio pastore
non manco di nulla
Su pascoli erbosi
mi fa riposare
ad acque tranquille mi conduce
Il Signore è il mio pastore
non manco di nulla
Il Signore è il mio pastore
non manco di nulla
Mi guida e rinfranca
nel giusto cammino
per amore del suo santo nome
Il Signore è il mio pastore
non manco di nulla
Il Signore è il mio pastore
non manco di nulla
Se dovessi andare
in valle oscura, non potrò temere alcun male
Il Signore è il mio pastore
non manco…

Buona domenica.

Se vuoi leggere il vangelo di oggi – Vangelo secondo Giovanni 10,27-30

Padre Guy medita il Vangelo di oggi

Chi è Padre Guy

Per i fratelli e le sorelle che seguono la Luce di Maria, anche negli incontri periodici di preghiera, Padre Guy non ha bisogno di presentazioni. Più volte ci ha infatti accompagnato sia nei pellegrinaggi (Medjugorje, Collevalenza, Montecassino, San Vittorino) che nelle celebrazioni donandoci sempre momenti di profonda riflessione con le sue omelie e le sue catechesi.

Padre Guy-Léandre NAKAVOUA LONDHET  viene consacrato sacerdote il 17.07.2005 in Congo a Brazzaville. Ha iniziato i suoi primi passi come sacerdote proprio nella parrocchia di cui ora è parroco, Santa Brigida di Svezia a Roma nella borgata di Palmarola. Era il 13.09.2005 e non sapeva neanche una parola di Italiano.

Perché è in Italia

Padre Guy si trovò improvvisamente proiettato in una realtà completamente nuova: “Nella nostra Congregazione abbiamo la possibilità di scegliere tre paesi dove vogliamo esercitare il ministero sacerdotale ed essere missionari. Avevo scelto: Gabon, Messico e l’Isola della Riunione sull’Oceano Indiano. Il Consiglio Generale, che ha il diritto di mandarci dove trova più necessità. Mi propose dunque (ce lo dice con un meraviglioso sorriso) di venire in Italia a Roma.

“Che c’è da fare a Roma con tutte le chiese, che riempiono il suo territorio, esisterebbe ancora uno spazio per la missione? Sinceramente non volevo venire in Italia, non me la sentivo, ma un confratello mi aveva detto: Vai e vedrai!. Per l’obbedienza dissi di sì e decisi di venire.