Commento alla Parola di oggi: “Ecco, il seminatore uscì a seminare”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:43

“Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada;”. Questa la Parola del Signore di oggi dal Vangelo di Matteo.

Il Vangelo di oggi ci dice

Con questa parabola Gesù vuole fare capire che sta all’ascoltatore fare fiorire il messaggio divino dentro di sé e per farlo ha bisogno della fede.

Uscito e sedutosi in riva al fiume, Gesù chiede a tutti i suoi discepoli di avvicinarsi e gli racconta la parabola del seminatore. L’uomo nel suo cammino perde una parte dei semi che doveva piantare e, in base a dove sono caduti è cresciuta una pianta o è rimasto il terreno arido. Qualcuno dei presenti si lamenta del fatto che non tutti riescono ad avere il cuore puro e accogliere la Parola del Signore, ma Gesù li corregge è dice loro che è beato colui che ha la possibilità di comprenderla e farla propria.

Dal Vangelo secondo Matteo (13, 1-23)

Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia.
Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti».

Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: «Perché a loro parli con parabole?». Egli rispose loro: «Perché a voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. Infatti a colui che ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha. Per questo a loro parlo con parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono.
Così si compie per loro la profezia di Isaìa che dice:
“Udrete, sì, ma non comprenderete,
guarderete, sì, ma non vedrete.Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile,
sono diventati duri di orecchi e hanno chiuso gli occhi,
perché non vedano con gli occhi, non ascoltino con gli orecchi e non comprendano con il cuore e non si convertano e io li guarisca!”.

Beati i vostri occhi

Beati invece i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano. In verità io vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono!
Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada.

Quello che è stato seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola e l’accoglie subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è incostante, sicché, appena giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno. Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto. Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno».

Commento alla Parola

La Parola del Signore di oggi è tesa ad evidenziare la durezza del cuore di certi uomini. Sin dal principio Dio ha voluto creare un mondo che fosse equo per tutti, ci ha plasmato a sua immagine e somiglianza perché vivessimo in serenità. Quel proposito è stato offuscato dalla bramosia e dalla sete dell’uomo che ha indurito il suo cuore all’amore ed ha preferito l’oscurità delle passioni. Anche nel momento in cui è sceso il Figlio di Dio a comunicare la lieta novella, non tutti gli uomini erano pronti a raccogliere quell’invito di speranza e salvezza.

Beati dunque coloro i quali avranno il cuore disposto ad accogliere la verità, poiché a loro verrà donato il Regno dei Cieli. Il peso della durezza dell’essere umano lo abbiamo visto con la crocifissione di Cristo, con la sua passione, ma non tutto è perduto. Il seme piantato nella nostra anima da Dio è sempre pronto a germogliare, per aiutarlo in questo processo dobbiamo apprendere il vero valore dell’anima, spiritualizzare la vita ed emanciparci dall’oscurità delle passioni terrene. Chiunque riesca in questo percorso, non importa di quali peccati si sia macchiato prima di riuscirci, verrà salvato.

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Luca Scapatello

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