Commento alla Parola di oggi: “Non procuratevi oro né argento né denaro”

“Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture”. Questa la Parola del Signore di oggi.

Il Vangelo di oggi ci dice

Gesù istruisce i propri discepoli sul comportamento da tenere durante la predicazione del Vangelo per le strade di Israele.

Dopo aver chiamato a sé i dodici discepoli ed averli incaricati di diffondere il Vangelo, Gesù assicura loro i suoi stessi poteri di guarigione e di liberazione. Prima di mandarli, però, li ammonisce di non cercare guadagno per il dono che stanno offrendo alle pecore sperdute d’Israele. La ricompensa, infatti, sta già nella vita eterna e non c’è bisogno di altro. Infine dice loro di intrattenersi tutta la notte nella casa di chi è degno e di sbattere i piedi sull’uscio di chi rifiuta la salvezza.

Dal Vangelo secondo Matteo (10, 7-15):

“In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli:
«Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento.

In qualunque città o villaggio entriate, domandate chi là sia degno e rimanetevi finché non sarete partiti. Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne è degna, la vostra pace scenda su di essa; ma se non ne è degna, la vostra pace ritorni a voi. Se qualcuno poi non vi accoglie e non dà ascolto alle vostre parole, uscite da quella casa o da quella città e scuotete la polvere dei vostri piedi. In verità io vi dico: nel giorno del giudizio la terra di Sòdoma e Gomorra sarà trattata meno duramente di quella città»”.

Commento alla Parola di oggi

La Parola del Signore di oggi ci offre un ottimo spunto di riflessione sulla natura della Missione Cristiana. L’evangelista Matteo ha spiegato che la condizioni unica per essere nella grazia di Dio è quella di avere fede, poiché con la fede tutto si può ottenere, persino i miracoli. Oggi invece si focalizza su un altro punto cardine della religione cristiana: la gratuità del dono.

Gesù è sceso in terra per donarci la salvezza, sacrificando persino sé stesso. In cambio non ci ha chiesto di elargire doni o di tributargli ricchezze, ha chiesto solamente la nostra fede. Così chiunque sia cristiano e compia la missione affidata da Gesù – diffondere la sua Parola – non deve richiedere nulla in cambio. La salvezza dell’anima promessa da Cristo, infatti, non è un dono esclusivo ma inclusivo. Offrirla al prossimo non è un atto meritorio, ma un atto dovuto, che ci rende più simili a Cristo e più vicini al Regno dei Cieli.

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Luca Scapatello

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