Commento alla Parola di oggi: “Io sono il pane vivo, disceso dal cielo”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:08

“Io sono il pane vivo, disceso dal cielo”. Questa la Parola del Signore Gesù Cristo di oggi, tratta dal Vangelo secondo Giovanni.

Il Vangelo di oggi ci dice

Il Messia sconvolge i giudei spiegando loro che chiunque mangi la sua carne e beva il suo sangue sarà destinato a vivere in eterno.

Il Messia si definisce pane vivo disceso dal cielo, ovvero nutrimento per l’anima di chiunque scelga di credere in lui. In tal senso, chiunque si nutrirà della sua Parola e vivrà per metterla in pratica non avrà bisogno di ulteriore nutrimento. Chiunque viva seguendo i dettami del Cristianesimo, infatti, raggiungerà la serenità interiore e questa condizione rimarrà permanente anche per tutta l’eternità.

Dal Vangelo secondo Giovanni (6, 51-58):

In quel tempo, Gesù disse alla folla:
«Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo». Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».
Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.

Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».

Commento alla Parola di oggi

In questo passo del Vangelo si parla dell’Eucarestia, dono immenso che il Signore Gesù ha fatto a tutti gli uomini. Egli sottolinea come chiunque si nutra del pane e del vino benedetti durante una funzione, si nutre del suo corpo e del suo sangue. Nell’ostia c’è il corpo di Cristo così come durante la Messa la sua presenza è palpabile in tutta la Chiesa.

Questo dono, spiega ancora il Signore, è superiore alla manna che il Padre Eterno fece scendere nel deserto. Il nutrimento che Cristo ha deciso di donarci, infatti, non si consuma nel tempo, è eterno. Chiunque se ne cibi non morirà come gli antenati, ma avrà la possibilità di vivere per sempre. Gesù, infatti, ha promesso di venirci a resuscitare una volta che avremo abbandonato la vita terrena.

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Luca Scapatello

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