Vangelo di mercoledì 5 maggio: riflessione di Paolo de La Luce di Maria – Video

Se la pianta dell’anima non l’annaffi, dopo un po’ si secca e muore. La fede e la preghiera sono la nostra acqua.

Riflessioni di Paolo de La Luce di Maria

La cosa che secondo me è molto importante è questo collegamento della fede all’immagine della pianta. Se quella pianta non l’annaffi, dopo un po’ si secca e muore. La fede e la preghiera sono la nostra acqua.

Continuare a pregare, andare a Messa, ricevere i Sacramenti, unirsi al Signore attraverso la Parola, gli atti di carità, l’ascolto dei comandamenti, la fedeltà, la sincerità, l’essere altruisti, misericordiosi… Queste sono le cose che ci chiede Dio, con cui annaffiare quella pianta della nostra fede, della nostra anima, sempre unita a lui.

Dalla terra al Cielo

Perché solo in questo modo possiamo arrivare alla vita che ci è stata preparata. Non so perché mentre leggevo questa immagine mi è venuta un’immagine profonda che ho visto nella mia vita: mio suocero è morto circa 11 anni fa, ed è stato sepolto nella terra. Dopo 10 anni chi viene sepolto per terra deve essere riesumato e messo in un fornetto più piccolo; questo cimitero tra l’altro era pieno, non c’era più posto.

C’è una prassi però, che per certificare che è proprio quello il defunto, chiedono che uno dei parenti veda che lo prendono da dove era sepolto. Io vidi mio suocero, dopo 10 anni, come era ridotto, e ho visto tutt’altra immagine, tutt’altre sembianze.

E mi sono detto: pensa come diventeremo! È davvero tutto così triste? Una persona tanto onesta, buona, generosa, un lavoratore… Una persona per bene. E ho pensato: possibile che il Dio degli arcobaleni, il Dio del mare cristallino, il Dio cieli cieli profumati, il Dio dello stupore possa far sì che la nostra vita termini in una decomposizione organica?

Non è possibile. Non è possibile che uno che dona la sua vita per noi, ci fa fare la fine dei vermi: non ci posso credere. Ebbene, quel giorno ebbi la consapevolezza che tutti noi saremo così, ma nella carne. In quel corpo che fino a che è come siamo oggi, può arrivare all’incontro celeste, all’incontro degli incontri.

Dio non pretende “voti alti” da noi

E Dio non è come un professore che ci chiama a prendere tutti otto e nove e allora sei promosso e vai in paradiso; no.

Conosciamo un Dio che ha già dimostrato al ladrone vicino a lui sulla Croce, un uomo che ha rubato e ucciso durante la sua vita, che in un secondo si è guadagnato il paradiso, riconoscendo Gesù e riconoscendo le proprie malefatte. Questo uomo in un minuto ha salvato la sua vita, l’ha salvata per la vita eterna.

Ha detto: “Non è giusto quello che tu stai subendo, mentre è giusto quello che io sto subendo”. Ha visto Gesù come un giusto. E poi dice a Gesù: “Quando sarai davanti al padre tuo ricordati di me“. E Gesù gli ha risposto subito, gli ha detto: “Tu verrai con me oggi stesso, in Paradiso“.

Arrivare a capire questo ci fa arrivare a comprendere che questo Vangelo ci chiama a portare frutto, ad essere portatori dell’amore e della luce di Dio. Perché lui ce lo dice: “In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli.

La bellezza di portare davvero Cristo agli altri

Io voglio dire una cosa: io mi sento un discepolo. Magari faccio mille peccati, sono una persona normalissima, non sono un santo perché i Santi stanno molto più in alto rispetto al mio cammino. Però mi sento un discepolo: ci provo a portare agli altri l’incontro con Cristo.

Quindi questo per me è sentirmi riconosciuto, come se Gesù mi dicesse: “Bravo, stai facendo quello che io voglio che tu fai”. Questo è bello. E pensiamo che bello se riuscisse a farcelo fare a tutti. Che bello se ci sentissimo dire: “Tu sei uguale a quello che Gesù ti chiede di essere. Tu riesci a dare un incontro di speranza. Tu puoi dare agli altri la possibilità di entrare nel Regno di Dio!”.

Ecco io credo che oggi Gesù sta seminando nei nostri cuori, nel nostro cammino semi nuovi, che ci chiede di annaffiare con la preghiera. Perché tutti questi semi portino frutto. Chiediamo al Signore il dono di essere portatori della Sua Parola e di essere veramente portatori di molto frutto, affinché possiamo diventare tutti insieme discepoli di Cristo.

Sia lodato Gesù Cristo.

Redazione

Paolo è il fondatore della Luce di Maria, è un laico, padre di famiglia e sposato in chiesa.
Tutte le sere alle ore 00:00 recita in diretta Facebook e Youtube de La Luce di Maria, il Santo Rosario che accompagna con delle riflessioni spontanee sulla Parola del Vangelo del giorno a venire.

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