Vangelo di martedì 3 agosto: riflessione di Paolo de La Luce di Maria – Video

Questa vita non è tutto: è un inizio. Se ce ne rendiamo conto, anche le ingiustizie e le sofferenze hanno peso diverso

Riflessioni di Paolo de La Luce di Maria

Se pensiamo al fatto che gli apostoli siano stati dei privilegiati, questo è evidente, però di contro c’è anche un impatto inverso. Cioè: gli apostoli hanno vissuto ciò che hanno vissuto, ma lo hanno fatto senza quei 2000 anni di storia che invece oggi devono farci riflettere.

Loro hanno vissuto quel momento, ma in quel momento far entrare l’idea di avere davanti Dio, non deve essere stato facile, anzi, è forse ancor più difficile. Ad oggi in questi 2000 anni di storia della Chiesa, la Parola ha continuato ad andare avanti, la Chiesa ha resistito, i Santi si sono moltiplicati come funghi, i martiri si sono offerti come formiche: è evidente che noi abbiamo avuto qualcosa che gli apostoli non avevano avuto, cioè la storia, che è quello che la Chiesa stessa ci può donare.

Scordarsi della grazia ricevuta?

Mi è capitato di venire a conoscenza di persone che hanno avuto miracoli straordinari: tumori spariti, grazie incredibili… Ma nonostante questo, col passare del tempo, si sono smarriti, hanno perso la fede. Uno direbbe: ma come è possibile? È perché ci si scorda, ci si scorda di essere stati miracolati. Sembra incredibile, eppure io ho visto di queste situazioni, persone che si sono “dimenticate” di questo.

Persone che erano state date per spacciate, che si sono salvate, e che magari dopo un lutto in famiglia si sono del tutto scordati della grazia ricevuta dicendo: perché a me sì e a lui o lei no? Non funziona così però! Noi non abbiamo un Dio che funziona “a gettoni”.

La vita è un inizio

Altrimenti, se fosse così, non sarebbe dovuto esistere niente di tutto quello che ogni giorno il mondo ci narra, e la nostra vita sulla terra non dovrebbe terminare. La risposta però è questa: Dio non ce la fa terminare, Dio la trasforma. Comprendere questo è arrivare a dire che questa vita non è tutto quello che ho davanti, non è tutto quello che ho da cogliere: è un inizio.

Se ci rendiamo conto che è un inizio, anche le ingiustizie hanno un peso diverso. Anche le sofferenze hanno peso diverso, pur rimanendo sofferenze, è inevitabile. Sono d’accordo con chi dice che non è facile, e la testimonianza la dà Gesù stesso.

Però quando mi dicono “non è facile abbandonarsi, credere…”, proviamo un attimo a immaginare per Gesù se era facile fare quello che ha fatto per aiutarci a credere, e se è stato facile per lui scegliere di morire in quel modo, perché lui poteva anche dire al Padre: “più light”, “Padre, loro non se lo meritano, questo è troppo!”.

È stato difficile pure per lui! E anche per Mari, assistere allo scempio del Figlio, alla sua flagellazione, alla sua Crocifissione. Allora uno direbbe: “Dio è sadico! Abbiamo un Dio sadico a cui piace che il Figlio soffra! Che Maria Santissima, che si è donata tutta la vita in castità e purezza soffra tremendamente nel vedere il Figlio morire, Dio è sadico, allora mi spiego tutto”.

Non è così… È in quel “non è facile” che si raggiungono i picchi della conoscenza della misericordia di Dio. Non c’è spiegazione differente da quella di tutti i martiri che la Chiesa ci dona! Tutti gli apostoli sono stati uccisi e decapitati.

Allora se Dio è veramente quello che noi ci immaginiamo, perché permette a questi apostoli, che hanno fatto delle scelte importanti, di morire in quel modo?

Perché quella morte non ha lo stesso peso che gli diamo noi, quella fine non è totalitaria, è temporanea! È una cosa che poi passa, perché poi c’è la vita. Ed è proprio questo l’incastro dove ci accartocciamo.

La paura ci ferma

Proviamo ad immaginare quando Gesù dice a Pietro di camminare sulle acque, e Pietro ci cammina: questo vuol dire che Dio, nel momento in cui ci fidiamo di lui, opera miracoli! Poi appena è arrivato un po’ di vento, di preoccupazione umana, Pietro ha cominciato ad affondare, in preda ad un’eccessiva razionalità e paura. Così Pietro inizia ad affondare. Questo è uno spunto di grande riflessione.

Gesù non ha chiesto una cosa facile a Pietro: ci vuole coraggio a fare il primo passo sulle acque! Eppure Pietro ci era riuscito! E stava iniziando a farlo. Appena è arrivata la tempesta, la paura, è venuto meno, e stava affogando. La paura ci farebbe dire “Salvami, Signore”, facendoci mettere davanti noi stessi. La fede invece ci fa dire: “Signore, salvami”, e Dio ci salva subito.

Questa considerazione sembra una sottigliezza, ma ci fa capire che Gesù è il centro, e non può diventare margine. Se noi mettiamo al margine Gesù, lui non può fare nulla. C’erano addirittura dei luoghi dove Gesù non poteva fare grandi prodigi. Ma come: è Dio, ha forse un limite? Sì, se non c’è fede.

Ecco, Gesù oggi Gesù ci invita di nuovo ad abbandonarci e a credere con tutto il cuore e che lui è il figlio di Dio, e che per ognuno di noi c’è un posto nel il Regno dei Cieli dove c’è già scritto il nostro nome.

Sia lodato Gesù Cristo.

Redazione

Paolo è il fondatore della Luce di Maria, è un laico, padre di famiglia e sposato in chiesa.
Tutte le sere alle ore 00:00 recita in diretta Facebook e Youtube de La Luce di Maria, il Santo Rosario che accompagna con delle riflessioni spontanee sulla Parola del Vangelo del giorno a venire.

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