Vangelo di domenica 28 febbraio: riflessione di Paolo de La Luce di Maria – Video

Dio opera grazie in noi tramite la fede: questa è la chiave con la quale possiamo vivere esperienze di grande grazia spirituale.

Riflessioni di Paolo de La Luce di Maria

Perché Gesù ha mostrato ai suoi apostoli la sua trasfigurazione? Facciamo un esempio: se dovessimo attraversare un bosco al buio, sapendo che ci si può perdere, e ci venisse data una lampada che fa luce, non lo attraverseremmo con più tranquillità? Allo stesso modo, venendo a conoscenza di una risposta che ci aiuta a capire qualcosa di difficile da comprendere, saremo poi più forti nell’attraversare quell’incognita.

Con la trasfigurazione, Gesù ha voluto far vedere ai suoi apostoli qualcosa di grande, di forte. Qualcosa che in qualche modo prefigurava la sua risurrezione futura, per attraversare quel bosco buio che era la sua morte e Passione.

Era come a dirgli: “preparatevi perché questo sono io, ma mi vedrete in un’altra situazione molto più difficile da accettare e capire”. Era come se Gesù avesse voluto dare agli apostoli una risposta in anticipo per essere più forti in futuro. Poi è avvenuto qualcosa di sconvolgente: che il Cielo ha parlato, che Dio ha parlato in quel momento. Dicendo: “Questi è il figlio mio, l’amato, ascoltatelo”.

Non solo quegli apostoli hanno visto Gesù “risorto”, il suo corpo trasfigurato e glorioso, ma hanno sentito la voce di Dio dal Cielo! Proviamo a pensare cosa può voler dire sentire Dio che parla dal cielo! Ma ci rendiamo conto di cosa stiamo proclamando e narrando? Dio ha parlato dal cielo! Dovremmo andare oggi a Messa con questo stupore, chiedendoci cosa Gesù voglia mostrarci e farci scoprire!

Tornando al Vangelo, pensiamo alla sorpresa dei presenti nel vedere Mosè e Elia, morti secoli prima! Questa visione in un modo o nell’altro testimonia la continuità della vita. L’istinto poi che Pietro ha avuto è quello di preparare delle tende per Gesù, Mosè e Elia, desiderando di rimanere lì per sempre, da quanto era bello quel momento. Questo fa capire un po’ anche a noi cosa ci aspetta nel Regno dei Cieli: un qualcosa di così bello che davanti alla vita terrena non si potranno fare paragoni che per rimpiangerla.

Inoltre è importante pensare che oggi a Messa noi possiamo prendere Gesù e nutrirci di lui. Ma ricordiamoci che Gesù ci nutre in funzione di quanto noi crediamo che lui ci nutra, perché il seme fondamentale grazie al quale Dio opera grazie in noi è la fede, è quanto ci fidiamo del suo intervento della nostra vita. Questa è la chiave con la quale possiamo vivere esperienze di grande grazia spirituale.

Un’altra cosa importante è che Gesù chiede agli apostoli di non dire nulla a nessuno finché non sarà risorto dai morti: gli apostoli non capiscono cosa significhi risorgere dai morti, perché era qualcosa di inspiegabile.

È come se Gesù avesse detto loro: avete visto qualcosa di troppo grande per essere accettato, qualcosa che capirete appieno quando mi vedrete risorgere. Questa duplice esperienza che è vedere Gesù trasfigurato e Gesù risorto, sigillerà poi nel cuore degli apostoli la percezione di star vivendo qualcosa di incredibile.

Oggi noi siamo qui a ricordare il passaggio di Gesù nel nostro tempo, nella nostra terra, il fatto che Gesù si fa come noi e che è in mezzo a noi. Ed è facile dire: “beato tu che ci credi”, perché, anche se chi crede è in qualche modo favorito, dato che nella fede che Dio può operare, la fede non è fatta di parole o percezioni.

La fede è tale anche senza vedere o sentire nulla, credendo alla Parola, alla Chiesa, credendo ai martiri che hanno dato la vita e alle testimonianze dei santi, credendo alla voce della nostra coscienza che spesso ci parla ma di cui non sappiamo decifrare la provenienza.

Chiediamo al Signore il dono di stupirci e chiediamo, perché è lecito chiedere, che faccia sentire anche a noi qualche volta la sua presenza, umilmente. Senza pretendere di vedere quello che gli apostoli videro sul monte Tabor, ma chiediamogli che si faccia sentire vicino a noi, affinché la nostra fede sia più viva e noi possiamo testimoniarla ai nostri fratelli che non credono a suo amore e alla sua misericordia.

Sia lodato Gesù Cristo.

Redazione

Paolo è il fondatore della Luce di Maria, è un laico, padre di famiglia e sposato in chiesa.
Tutte le sere alle ore 00:00 recita in diretta Facebook e Youtube de La Luce di Maria, il Santo Rosario che accompagna con delle riflessioni spontanee sulla Parola del Vangelo del giorno a venire.

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