Vangelo di sabato 26 giugno: riflessione di Paolo de La Luce di Maria – Video

Noi a volte pensiamo che Dio comprenda i nostri peccati, perché li perdona, ma non è proprio così. Gesù li subisce, poi per amore ci perdona.

Riflessioni di Paolo de La Luce di Maria

Questo Vangelo si focalizza sul fatto che se noi crederemo, vedremo la gloria di Dio. “Molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe”, molti di coloro invece sono nati nel suo regno verranno cacciati nelle tenebre. Perché dice questo? Perché la cosa fondamentale è credere in lui. Credere che lui possa compiere quel miracolo che tu hai quasi perso la fede che lui possa fare, perché è lì l’inganno.

Saper conoscere e riconoscere le tentazioni

È lì che Dio si ferma, perché il nostro cuore Dio lo conosce profondamente. A volte noi abbiamo la tendenza a giustificarci e pensiamo che Dio comprenda anche i nostri peccati, che li accetti, dato che li perdona, ma non è esattamente così. Gesù li comprende, ma non li accetta, li subisce, poi per amore ci perdona. Li subisce quindi, non li capisce. Perché la tentazione lui l’ha conosciuta, e ha detto di no!

Invece noi oggi giochiamo con le tentazioni e diciamo: ma tanto Gesù mi capisce. Ci sono tentazioni veniali, tentazioni mortali: molti non sanno nemmeno qual è la differenza tra le due. Io l’istinto che ho, faccio un esempio, è quello di giocare alle scommesse di cavalli. Non è una cosa santa, ma è una tentazione veniale.

Il peccato mortale e quello veniale

Se invece io gioco e per giocare vado a rubare, il furto che ho fatto è mortale. Se io guardo una bella donna m poi fermo lo sguardo e le tentazioni. Se io con quella donna desidero qualcosa di profondo o la faccio, è mortale. Il peccato mortale è l’atto di consapevolezza accolto e accettato. Cioè accetto, desidero e vivo la tentazione. E quando accadono queste cose noi ci allontaniamo pienamente dalla grazia di Dio.

Quando sentiamo qualcuno che dentro di noi che giustifica i nostri peccati, dobbiamo sapere che non è lo Spirito Santo, ma è il “giustificatore”. E perché lo fa? Perché così continuiamo a farlo.

Gesù può tutto

Gesù tutto ciò che ha toccato ha guarito, tutto ciò per il quale ha pregato è stato sanato, salvato. Il centurione disse a Gesù: non c’è bisogno che tu venga nella mia casa per guarire il mio soldato, perché tu puoi fare qualsiasi cosa. Non pone quindi limiti all’opera di Dio, cosa che invece spesso facciamo noi.

Se io adesso vi dicessi: ma voi credete che il Signore può cambiare il mondo da domattina con uno schiocco di dita? Magari ci crediamo, ma ci crediamo “così”, come una speranza, non come una certezza. Sappiamo credere che lui può fare qualsiasi cosa, che lui può cambiare il giro della terra, e che se decide di spegnere il sole lo spegne?

C’è gente che non ci crede. Dio, colui che ha creato ogni cosa, se vuole spegne ogni cosa. Colui che ha illuminato le tenebre e vuole donare a tutti noi la vita eterna, non lo puoi riconoscere scientificamente, perché la scienza è un suo dono, e a volte mettiamo la scienza come risposta alla sua assenza: incredibile.

Chiediamo al Signore il dono, perché è un dono, di essere anche noi come quel soldato romano, affinché anche noi possiamo supplicare, pregare, ottenere le grazie necessarie per la nostra santificazione. Chiediamo al Signore il dono di accettare i nostri limiti e di valorizzare il nostro presente attraverso l’obbedienza alla sua Parola e alla guida della Santa Chiesa.

Sia lodato Gesù Cristo.

Redazione

Paolo è il fondatore della Luce di Maria, è un laico, padre di famiglia e sposato in chiesa.
Tutte le sere alle ore 00:00 recita in diretta Facebook e Youtube de La Luce di Maria, il Santo Rosario che accompagna con delle riflessioni spontanee sulla Parola del Vangelo del giorno a venire.

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