Vangelo di venerdì 11 giugno: riflessione di Paolo de La Luce di Maria – Video

Quando cominci a metterti una maschera, vuol dire ti sei dimenticato di Gesù: affidiamoci invece alla sua volontà.

Riflessioni di Paolo de La Luce di Maria

C’è un commento di Papa Francesco a questo Vangelo che è molto bello, e ci fa proprio capire cosa ci invita a fare:

La vita dei cristiani è sempre una lotta. La Bibbia dice che la vita del credente è una milizia: lottare contro il cattivo spirito, lottare contro il Male.

Così l’impegno di “prendere la croce” diventa partecipazione con Cristo alla salvezza del mondo intero. Pensando a questo, facciamo in modo che la croce appesa alla parete di casa, o quella più piccola che portiamo al collo, sia segno del nostro desiderio di unirci a Cristo nel servire con amore i fratelli, specialmente i più piccoli e fragili. Ogni volta che fissiamo lo sguardo sull’immagine di Cristo crocifisso, pensiamo che Lui, come vero Servo del Signore, ha realizzato pienamente la sua missione dando la vita, versando il suo sangue per la remissione dei peccati del mondo intero.

E non lasciamoci portare dall’altra parte, nelle tentazioni del Maligno. Infatti, se vogliamo essere suoi discepoli, siamo chiamati a imitarlo, spendendo senza riserve la nostra vita per semplice amore verso di lui e del prossimo“. (Papa Francesco, San Pietro, 30 agosto 2020).

Il rischio di banalizzare Gesù

Io vorrei solo aggiungere una piccola riflessione: questo Vangelo mi porta ad immaginare uno scenario, che è quello della desolazione umana. Desolazione, perché quegli uomini che hanno crocifisso vicino a Gesù, erano due peccatori, erano persone che avrebbero meritato forse 30 anni di carcere, non so… Questi uomini sono stati uccisi, non gli è stata data possibilità di riabilitazione. Gesù ugualmente, è stato ucciso in Croce. Due erano dei ladroni e uno era il Figlio di Dio, eppure lo abbiamo trattato alla stregua dei ladroni.

Quello che mi arriva è che spesso noi Gesù lo trattiamo come un ladrone, lo trattiamo alla pari di molte altre cose, persone, situazioni… E questo non va bene. Il problema più grande è che noi facciamo spesso l’errore che hanno fatto gli ebrei e i romani del tempo, di trattarlo proprio come tanti altri.

Anzi, proprio perché lui parlava di Dio in un modo familiare, fu quello il motivo per cui vollero ucciderlo. Ma ci pensiamo mai che Gesù, pur sapendo che sarebbe stato ucciso di lì a poco, non ha ritrattato nemmeno un virgola, anzi, ha alzato ancora di più la leva per riportare nella nostra vita quell’ordine santo che spesso non c’è?

Don Fabio Rosini ha detto una cosa molto saggia, e cioè che le nostre vite di solito sono sballate perché non sappiamo mettere le cose più importanti al giusto posto, dandogli la priorità. Non possiamo fare un piatto se non seguiamo l’iter della ricetta, perché quel piatto farà schifo. Non possiamo costruire una casa senza fondamenta, perché questa casa potrà essere la più bella di tutte, ma alla prima ventata cadrà per terra.

Avere una relazione profonda con Gesù

Gesù ci chiama ad andare sulle cose concrete, ad entrare in un rapporto di consistenza, di vera relazione, non di relazione fugace, apparente, di convenienza, come tanti di noi si sono abituati a mantenere o a cercare.

Prima facevo una considerazione con una persona e gli ho detto: per molto tempo della mia vita ho dovuto usare gli schemi che ci insegnano anche da bambini, come fare buon viso a cattivo gioco, fare finta di niente, “fidarsi è bene non fidarsi è meglio”… Così cresce un piccolo mostro in ognuno di noi, e finisce che segui quegli schemi, perché pensi che è l’unico modo per collocarti nella società che ti sta aspettando.

Le maschere che indossiamo

Poi nella realtà cominci a metterti una maschera, e non sei mai tu che fai le cose, ma agisci in base il giudizio dell’altro, a come gli altri ti vogliono, e allora cerchi di trasformarti, di piacere, cerchi il consenso, cerchi ciò che ti manca, perché ti sei dimenticato di Gesù.

Lo dico in modo molto sereno: molti di noi si dimenticano di Gesù. Molti di noi lo banalizzano, si dimenticano che lui è veramente Dio, figlio di Dio. Nel giorno in cui ci renderemo conto di questo, io sono sicuro che tutti noi, nessuno escluso, avremo dei doni che trasmetteremo e consegneremo ad altri.

Credo che Dio voglia riempirci di questi doni celesti, perché l’umanità ha bisogno di questa scarica di fede, come quando sei con il cuore che si ferma e ti fanno la defibrillazione perché il tuo cuore ricominci a battere. La stessa cosa la dobbiamo fare anche noi solamente affidandoci alla volontà santa e meravigliosa di nostro Signore Gesù Cristo.

Sia lodato Gesù Cristo.

Redazione

Paolo è il fondatore della Luce di Maria, è un laico, padre di famiglia e sposato in chiesa.
Tutte le sere alle ore 00:00 recita in diretta Facebook e Youtube de La Luce di Maria, il Santo Rosario che accompagna con delle riflessioni spontanee sulla Parola del Vangelo del giorno a venire.

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