Tutti abbiamo un grande dono, che è la possibilità di scegliere le nostre azioni. Oggi abbiamo davanti un’opportunità: che questo Vangelo viva in noi.
Quando proclamiamo il Vangelo ci accorgiamo che ci sta davvero parlando quando non ci fa pensare agli altri, a come ragionano, ma a noi. Leggendo questo Vangelo ognuno può chiedere a sé stesso: sono misericordioso come Gesù mi chiede di essere? Sono una persona che non giudica, in modo che, come mi dice Gesù, non sarò giudicato? Sono una persona che non condanna, in modo da non essere condannato? Sono una persona che perdona, così anche io sarò perdonato, o no? Queste sono le domande che dobbiamo farci.
Noi tutti abbiamo un grande dono, che è la possibilità di scegliere le nostre azioni, il nostro cammino personale. Oggi abbiamo davanti un’opportunità: che questo Vangelo viva in noi, che queste parole trasformino il nostro modo di vivere.
Abbiamo l’opportunità che queste parole non passino in modo inefficace, ma di renderle vive, operanti. Non dobbiamo pensare a come eravamo in passato o siamo stati fino ad oggi, ma al fatto che Gesù oggi ci sta parlando, ci sta dicendo di alzare un po’ “l’asticella” del perdono, di quel perdono che non riusciamo ad offrire.
Dal momento in cui, leggendo il Vangelo, pensiamo a quello che dicono gli altri, indirettamente entriamo nel giudizio, quando Gesù ci dice di non farlo. Ecco come il Vangelo ci smaschera, entra dentro di noi. Leggendo questo Vangelo si potrebbe dire: anche se vorrei essere come il Signore mi chiede, quante volte giudico il fratello e, anche con menefreghismo, lo condanno!
Purtroppo siamo fatti così, e spesso la nostra volontà di seguire Gesù è ancora molto mediocre. Dovremmo chiedere questo a Dio: Signore, che questa Parola scolpisca nel mio cuore nuovi tracciati, che questo messaggio entri in me e diventi vivo, che io possa testimoniare un cammino di fede visibile, non solo udibile.
Che le mie azioni, Signore, testimonino la tua presenza nella mia famiglia, nei miei modi di fare, nella mia vita, nel mio tempo… Allora diventeremmo testimoni, diventeremmo testimonianza viva di questa Parola. Dobbiamo stare attenti a non giudicare, perché il male è furbo, si intrufola in noi “di traverso” e ci fa dire e e pensare quello che non vuole Gesù.
Questo lo facciamo un po’ tutti, senza rendercene conto, e cadiamo nelle trappole del male anche quando pensiamo di aver iniziato un cammino di fede serio e profondo. Il male lì viene ad insidiarci il calcagno.
Allora dobbiamo essere bravi a schiacciargli la testa: con l’aiuto di Maria che ha questa possibilità, chiedendone l’intercessione, con la preghiera, con l’abbandono confidente nel Signore. Così potremo allontanare le insidie del maligno dalla nostra vita.
Sia lodato Gesù Cristo.
Redazione
* Paolo è il fondatore della Luce di Maria, è un laico, padre di famiglia e sposato in chiesa.
Tutte le sere alle ore 00:00 recita in diretta Facebook e Youtube de La Luce di Maria, il Santo Rosario che accompagna con delle riflessioni spontanee sulla Parola del Vangelo del giorno a venire.
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