COMING OUT A DISNEY CANNEL, INCREDIBILE

Non si sa bene se la Tv sia lo specchio della realtà o viceversa, fatto sta che i programmi teletrasmessi hanno il potere di apparire leciti e di inculcare negli spettatori quel senso di accettazione, anche di argomenti non ancora quotidianamente condivisi dalla maggior parte delle persone comuni, quelle che stanno, cioè, da quest’altra parte dello schermo.

Generalmente, potrebbe essere un immenso vantaggio: i mezzi di comunicazione di massa, meglio conosciuti come mass media, infatti, riescono davvero a raggiungere chiunque.

C’è da verificare, tuttavia, le modalità utilizzate, la natura e il “tipo di messaggio” che si decide di inviare nell’etere e -si sa- il “tipo di messaggio” dipende, esclusivamente, dall’intenzione dell’emittente del messaggio stesso.

C’è molta attesa, in questo periodo, per la nuova serie per ragazzi, curata dal canale Disney Channel, “Andi Mack”, scritta da Terri Minsky.

Narra la vita di un gruppo di adolescente ed ha come protagonista Peyton Elizabeth Lee.

La serie mostra i loro rapporti con la famiglia e con i coetanei, affrontando, di qua e di la, temi attuali e importanti.

Questa sarà la seconda serie, ma la prima, del noto canale, a preannunciare un coming out da parte di uno dei protagonisti maschili, che svelerà di provare dei sentimenti per un compagno di classe.

Ecco come il canale spiga questa scelta così particolare: “ “Andi Mack” è la storia di adolescenti che cercano di capire chi sono.”.

“E tutte le persone coinvolte nello show hanno ritenuto che affrontare un tema così delicato fosse appropriato per tutti i tipi di pubblico. Perché il messaggio finale è quello di divulgare i valori della integrazione e del rispetto per tutti gli individui.”.

Ovviamente le lobby come la GLBTQ (Gay & Lesbian Alliance Against Defamation) hanno appoggiato da decisione dell’emittente, dicendo: “La televisione deve riflettere la realtà. E anche la gioventù GLBTQ merita di vedere la propria vita raccontata nei loro show preferiti.”.

Noi invece ci chiediamo se i ragazzi che desiderino fare coming out abbiano qualcuno accanto, che li indirizzi spiritualmente, perché il loro corpo non venga mercificato e non passi il messaggio che si può fare sesso fine a se stesso, dipendentemente dalla persona per cui si prova una certa pulsione, ma indipendentemente da ogni morale, rispettosa della dignità umana e del suo valore.

Ci auguriamo che questi ragazzi non vengano lasciati da soli davanti al televisore, a farsi un’idea personalizzata, e forse non misurata, di ogni vicenda trattata.

E’ difficile spiegare questi concetti a degli adolescenti in crescita, ma, quando si ha la presunzione di trattare con leggerezza certi argomenti così delicati e intimi, attraverso un mezzo generalizzante, si dovrebbe anche avere la coscienza di interrogarsi sul loro effetto.