Come rapportarsi con i sacerdoti non in comunione col Papa?

Commetto peccato se partecipo a una Messa celebrata da un sacerdote che non è in comunione con il Papa o con il proprio Vescovo diocesano?

Un conto è partecipare a una celebrazione in latino, altro è andare a una messa di una comunità scismatica.

Una lettrice ha sottoposto il seguente quesito a Padre Angelo:

Caro padre Angelo,

da quando ho partecipato alla Santa Messa in latino preferisco questa a quella in italiano. Purtroppo, sono poche e distanti da casa mia le chiese in cui si celebra la Santa Messa tridentina. Abbastanza vicina sarebbe una chiesa di sacerdoti cattolici che però non celebrano in comunione con il Papa e il vescovo della diocesi. In base alla dottrina della Chiesa compio peccato ad assistervi? Sul catechismo della Chiesa cattolica viene trattato questo argomento?
Grazie
Laura

Ecco di seguito, la risposta del domenicano:

Cara Laura,

  1. l’eucaristia è essenzialmente vincolo di comunione. È San Paolo stesso che lo dice: “Poiché c’è un solo pane, noi, pur essendo molti, siamo un corpo solo: tutti, infatti, partecipiamo dell’unico pane” (1Cor 10,17).

Lo evidenzia anche uno scritto della seconda metà del I secolo, la Didaché: “Come questo pane spezzato era prima disperso sui monti e, raccolto, è divenuto una sola realtà, così si raccolga la tua Chiesa dai confini della terra nel tuo regno” (9,1).

Sant’Agostino nel suo commento al Vangelo di Giovanni esclama a proposito dell’Eucaristia: “Sacramento di pietà, segno di unità, vincolo di carità!” (26,13).

Come si può celebrare la Messa senza essere in comunione con il Papa e il vescovo della diocesi? È una palese contraddizione. Quando si è scomunicati e si rifiuta la comunione con il Papa o con il proprio vescovo non è più la carità. Celebrare la messa rifiutando palesemente tale comunione è la stessa cosa che celebrarla indegnamente. E chi celebra o fa la comunione senza essere in comunione “mangia e beve la propria condanna” (1Cor 11,29).

Non è lecito ricevere la comunione dagli eretici

2) I Sacerdoti cattolici scomunicati non sono più in comunione con il Papa e con il vescovo della diocesi. San Tommaso si domanda se sia lecito ricevere la comunione i sacerdoti eretici, scomunicati o peccatori e ascoltare la loro messa.

Risponde: “I sacerdoti che siano eretici o scismatici o scomunicati o anche peccatori, sebbene abbiano il potere di consacrare l’Eucaristia, tuttavia non esercitano tale potere lecitamente, ma peccano esercitandolo. Ora, chiunque comunica con un altro nel peccato, ne viene a condividere la colpa, cosicché San Giovanni parlando dell’eretico afferma: “Chi lo saluta partecipa alle sue opere perverse” (2Gv 11). Quindi non è lecito ricevere la comunione dai suddetti sacerdoti né ascoltare la loro messa. (…) Gli eretici, gli scismatici e gli scomunicati vengono privati dell’esercizio dei loro poteri da una sentenza della Chiesa. E quindi pecca chiunque ascolti la loro messa o riceva da essi i sacramenti” (Somma teologica, III, 82,9).

È scomunicato chiunque ascolti la messa degli scomunicati

3) Dice ancora San Tommaso: “Rifuggendo dall’ascoltare la messa di tali sacerdoti o dal ricevere la comunione dalle loro mani, non rifuggiamo dai sacramenti di Dio, ma piuttosto li rispettiamo: per cui l’ostia consacrata da tali sacerdoti si deve adorare, e se viene conservata può essere lecitamente consumata da un sacerdote legittimo. Rifuggiamo però dalla colpa di chi esercita indegnamente il ministero” (Ib., ad 1).

4) Pertanto, un conto è partecipare alla Messa celebrata col vecchio rito (questo è lecito), e un altro conto è parteciparvi quando chi la celebra non è in comunione con il Papa o con il proprio Vescovo perché è scomunicato e “pecca chiunque ascolti la loro messa o riceva da essi i sacramenti come dice San Tommaso.

Ti auguro ogni bene, ti ricordo al Signore e ti benedico. Padre Angelo

Fonte: Amici dei domenicani

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