Com’è oggi col Covid, il luogo dell’immensa grazia di San Francesco

Il Santuario dove Francesco ha ricevuto un dono prezioso, è uno dei più suggestivi nell’itinerario francescano. Com’è oggi con la pandemia.

santuario la verna
Santuario La Verna – photo web source

Fra Francesco Brasa, Guardiano del Santuario, racconta in un’intervista come questo Santuario sia sempre stato meta di pellegrini mentre oggi, in tempo di pandemia, si presenta come un luogo solitario.

Il Santuario di La Verna, dove Francesco ricevette il suo dono

È il luogo dove San Francesco ricevette il dono delle Stimmate. La Verna, uno dei luoghi più belli e suggestivi dell’itinerario spirituale francescano. Ogni anno, tantissimi sono i pellegrini che si recano in questo luogo, e qui pregano proprio dove Francesco ha pregato.

Ma la pandemia ha bloccato tutto. Ed oggi, anche questo Santuario, è tristemente solitario e vuoto. Fra Francesco Brasa, in qualità di guardiano del Santuario della Verna, in un’intervista ad Aci Stampa, ha raccontato la storia, la bellezza, la fede di questo luogo, ma anche le difficoltà che i frati stessi stanno vivendo in tempi di Coronavirus.

Il Sacro Monte della Verna è uno dei santuari delle origini francescane più importanti. La sua storia plurisecolare inizia nel 1213, quando Messer Orlando Cattani, signore di Chiusi della Verna donò questo monte a Francesco e ai suoi frati come luogo di eremo […]

La presenza di Francesco e dei suoi frati alla Verna è attestata dal 1214 al 1224 per periodi di eremo estivo, e a quel periodo risale la costruzione della prima chiesa del santuario: la “chiesina” di Santa Maria degli Angeli, voluta dal santo in ricordo della Porziuncola di Assisi” – racconta fra Francesco.

“Qui, Francesco ha vissuto l’ultima parte della sua vita”

San Francesco vive alla Verna il suo ultimo periodo di vita. È provato dalla malattia, dalla cecità e dalla crisi che spacca l’ordine circa il concetto del voto di povertà: “In questo contesto di crisi, torna alla Verna, per cercare nella solitudine contemplativa una risposta. L’episodio e il dono delle Stimmate si collocano come luce e risoluzione di questa crisi: nel contemplare il Cristo crocifisso e risorto che gli appare, Francesco sente che il suo dolore è accolto dal Signore […]

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Questo incontro lascerà anche un segno visibile nel suo corpo: quelle stesse ferite che il Signore gli ha dato di toccare, come segni della misura del suo amore” – spiega Fra Francesco.

stimmate di san francesco

Questo evento fa sì che, già dalla prima generazione di frati posta san Francesco, la Verna diventasse un luogo meta di pellegrinaggi: “Qui, anche San Bonaventura e Sant’Antonio da Padova sentirono l’esigenza di trascorrere tempi di eremo” – continua.

“Anche noi, con la tecnologia, abbiamo portato San Francesco nelle case delle persone”

Ma, come in tutti i luoghi santi del mondo, anche alla Verna è arrivata la pandemia da Coronavirus: “La nostra quotidianità, come quella di tutti, è stata stravolta dalle conseguenze della pandemia […] La nostra vita è rallentata, ma non si è fermata.

Accanto alle preoccupazioni, si è sentita forte e unanime in tutta la comunità l’urgenza di darsi da fare in tanti modi: intensificando la preghiera, portando nel cuore la sofferenza dell’umanità in questi mesi di prova, ma anche facendo sentire la nostra voce in un annuncio di vicinanza e di evangelica speranza”.

Anche noi qui, in tempi di isolamento, abbiamo riscoperto e utilizzato le occasioni di prossimità che ci consentono i mezzi di comunicazione e siamo riusciti ad arrivare, anche attraverso la tecnologia, a video catechesi e messe online.

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Questo farsi accanto attraverso queste forme di comunicazione ha raggiunto svariate migliaia di persone, molte delle quali ancora oggi ci ringraziano per averli aiutati a custodire la speranza” – conclude Fra Francesco.

Cercare occasioni di prossimità per esser vicini ai fedeli, anche in tempo di pandemia. Perché il Signore non ci abbandona mai. Il tutto, anche fatto, con lo stile semplice di Francesco D’Assisi.

ROSALIA GIGLIANO

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