Come non lasciarci ingannare da chi parla dell’Apocalisse?

Oggi viviamo in un’epoca in cui molti gridano che l’umanità è sull’orlo del disastro. Tuttavia, la Bibbia parla chiaro a tal proposito, e anche la storia ha molto da dimostrare. 

Pochi sanno infatti che l’umanità è sopravvissuta a più di un’apocalisse, anche se di certo non ha nulla a che fare con quanto indicato nel Vangelo di Giovanni.

apocalisse
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Per la precisione, sono cinque le apocalissi su cui sembra che l’essere umano abbia avuto la meglio. Oggi leggiamo di pandemia, ma anche di vulcani, terremoti, inondazioni, frane, guerre continue. Per non parlare del cambiamento climatico. La storia ci dice però che non è nulla di nuovo. Perché a queste calamità l’umanità è sopravvissuta in modo quasi inspiegabile.

L’umanità ha sopravvissuto a tutte queste esperienze

Tutti questi eventi nefasti, infatti, hanno in comune il fatto che rappresentano situazioni di calamità per gli individui che vivono solamente in certe aree, ma che al contrario hanno un grande risalto da parte dei media che tende a fare vivere tutto come un evento catastrofico globale e irreversibile.

L’umanità ha sempre sopravvissuto a tutte queste esperienze, anche se in alcuni casi in maniera molto dolorosa, come ad esempio con l’influenza spagnola. Il professore di storia alla Lawrence University Jake Frederick è specializzato nello studio dei “disastri” e delle loro conseguenze, e spiega che non solo l’umanità ne è uscita spesso vincitrice ma si è anche allo stesso tempo rafforzata e sotto diversi aspetti.

I vulcani sono una delle catastrofi più frequenti e temute, e ce ne sono alcune nella storia, come quella dell’eruzione della Cumbre Vieja sull’isola di La Palma o quella del Monte Toba, un super vulcano la cui eruzione è avvenuta 74.000 anni fa in quell’area che attualmente corrisponde all’Indonesia, che difficilmente si possono paragonare con altre.

Tra vulcani e scioglimenti di ghiacciai l’uomo ha sempre vinto

Quest’ultima è infatti riuscita a coprire i territori dell’Indonesia, dell’India e dell’Oceano Indiano, con un’eruzione che ha raggiunto il livello 8 dell’indice di esplosività vulcanica, con onde d’urto diffuse in tutto il mondo. Altra grave catastrofe è invece legata ai cambiamenti attribuiti alle ere glaciali, con temperature così gravi da mettere a rischio l’intera specie, causando variazioni dell’energia solare ma anche dall’orbita del nostro pianeta.

Fu allora che si originarono molti dei ghiacciai che durano da migliaia o milioni di anni, in netta contrapposizione a quanto sta accadendo oggi. Ciò accadde circa 20.000 anni fa, con il pianeta sottoposto a temperature così basse da provocare strati di ghiaccio su entrambi gli emisferi, e un calo di temperature attestato intorno a circa 10 gradi, mettendo a rischio la sopravvivenza di molte specie.

Anche in questo caso l’Homo sapiens riuscì a scamparla. Come accadde anche con la bubbonica, iniziata migliaia di anni dopo la fine dell’era glaciale, alla cui origine c’era il batterio Yersinia pestis, che ha rischiato di spazzare davvero via la specie umana. Dopo una iniziale diffusione in Eurasia e in Africa, in un solo anno morirono circa 50 milioni di persone.

Malattia che tornò nel 1347, con manifestazione legate a malessere, allucinazioni, diarrea, vesciche, tosse e gonfiori neri, su fianchi e ascelle. Stavolta i morti furono 200 milioni di morti in Eurasia e in Africa, pari a circa la metà della popolazione umana di allora. Cme accadde anche con le scoperte da parte degli europei di territori come l’Asia e l’America, in cui gli individui non erano mai entrati in contatto con le malattie che si erano manifestate in Europa.

Le apocalissi dei mass media e quella del Signore

Malattie come il vaiolo, il colera, il morbillo e il tifo, sterminarono circa il 90 per cento della popolazione indigena. Oggi la situazione è molto diversa, perché non solo ci sono scienziati in tutto il mondo che studiano ogni caso possibile da qualsiasi punto di vista, ma uomini e donne vivono in ambienti molto più protetti, sterili, usando saponi e precauzioni di ogni tipo.

Insomma, le apocalissi di cui si parla ogni giorno su gran parte dei media sono forse piuttosto esagerate, e di certo non hanno nulla a che fare con il testo evangelico, ad esempio in Matteo 24, 26-34: Se dunque vi diranno: Ecco, è nel deserto, non ci andate; o: È in casa, non ci credete. Come la folgore viene da oriente e brilla fino a occidente, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo.

Dovunque sarà il cadavere, ivi si raduneranno gli avvoltoi. Subito dopo la tribolazione di quei giorni, il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, gli astri cadranno dal cielo e le potenze dei cieli saranno sconvolte. Allora comparirà nel cielo il segno del Figlio dell’uomo e allora si batteranno il petto tutte le tribù della terra, e vedranno il Figlio dell’uomo venire sopra le nubi del cielo con grande potenza e gloria.

Egli manderà i suoi angeli con una grande tromba e raduneranno tutti i suoi eletti dai quattro venti, da un estremo all’altro dei cieli. Dal fico poi imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina. Così anche voi, quando vedrete tutte queste cose, sappiate che Egli è proprio alle porte. In verità vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo accada. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno. Quanto a quel giorno e a quell’ora, però, nessuno lo sa, neanche gli angeli del cielo e neppure il Figlio, ma solo il Padre”.

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