Pedro Ballester sarà Santo? Chi è il giovane universitario che ha trasformato il dolore in luce

Cresce la fama di santità di Pedro Ballester, giovane universitario inglese, che va verso la canonizzazione: aveva offerto a Dio la sofferenza della malattia.

pedro ballester
Amicizia ed evangelizzazione di Pedro Ballester – lalucedimaria.it

La santità vissuta in una vita breve, come esempio per i giovani. Come san Carlo Acutis, san Piergiorgio Frassati e diversi altri modelli di fede per i ragazzi, anche un giovane universitario inglese sembra proprio esserlo. Si tratta di Pedro Ballester, che è morto a soli 21 anni dopo una dolorosa malattia.

Il ragazzo faceva parte dell’Opus Dei e adesso, dopo la sua morte, è al centro di grande afflato di devozione. C’è fama di santità attorno alla sua figura, che viene ricordata e analizzata, e certamente tocca il cuore di moltissimi, proprio per la sua fede.

La vita di Pedro Ballester e la fama di santità che potrebbe portarlo alla canonizzazione

Era nato a Manchester il 22 maggio 1996, primo di tre fratelli. I genitori, di origine spagnola, erano membri soprannumerari dell’Opus Dei e tramite loro ha conosciuto questa prelatura personale della Chiesa fondata da san Josemaría Escrivá.

pedro ballester
Pedro Ballester: la serenità nella malattia – lalucedimaria.it

Nel 2013, a soli 16 anni, si unisce all’Opus Dei come numerario, assumendo l’impegno del celibato e di una piena dedizione al servizio del Signore stando nel mondo, secondo quella che è la spiritualità della prelatura che mira a promuovere la santificazione del lavoro ordinario e della vita quotidiana.

Più tardi si inscrive alla facoltà di ingegneria chimica presso l’Imperial College di Londra. Durante il primo semestre, è colpito da forti dolori alla schiena. Poco tempo dopo gli viene diagnosticato un cancro osseo in stato avanzato.

La vita di Pedro così come il modo in cui ha vissuto la malattia che lo ha portato alla morte il 13 gennaio 2018, a quasi 22 anni, hanno fatto sì che si avvertisse la sua santità e attorno alla sua figura si è sviluppato un fenomeno spontaneo di devozione popolare che sta crescendo sempre di più.

L’offerta delle sofferenze per il papa e la Chiesa

Si era trasferito a vivere nella residenza Greygarth insieme ad altri numerari dell’Opus Dei e durante i trattamenti per la malattia si divideva tra la casa e il Christie Hospital. Ciò che da subito ha colpito tutti era la sua grande serenità e la forza con cui affrontava una patologia difficile e dolorosa.

Questa pace profonda e questa fortezza sono state caratteristiche che ha manifestato fino alla fine aiutando molte persone ad avvicinarsi a Dio e alla Chiesa. Era un ragazzo normalissimo, si interessava di attualità politica e internazionale e in quel periodo ha conosciuto anche momenti di abbattimento.

Qualche volta piangeva. A volte si arrabbiava anche un po’, ma affrontava questo combattimento interiore con il coraggio che viene dalla fede. Riusciva a ispirare medici, pazienti e amici con parole di fede e conforto.

Nel novembre 2015, Pedro ha incontrato personalmente Papa Francesco in Vaticano, consegnandogli una lettera firmata anche da altri giovani pazienti oncologici: “Santo Padre, ho il cancro. Offro tutta la mia sofferenza per te e per la Chiesa”. L’offerta del dolore per il papa e la Chiesa: proprio come aveva fatto anche san Carlo Acutis.

La sua capacità di amicizia come strumento di evangelizzazione

Pedro aveva una grande capacità di stringere amicizia e questo era uno strumento di evangelizzazione, perché ci teneva a portare a Dio avendolo messo al centro della sua vita. Tutti lo ricordano come  un ragazzo speciale, sempre cordiale, anche nella sofferenza.

papa francesco pedro ballester
Pedro Ballester, il giovane in fama di santità – lalucedimaria.it

Parlava apertamente di Dio e invitava ad andare a Messa. Fino ai suoi ultimi mesi di vita a coloro che andavano a trovarlo diceva: “Ti senti bene con Dio? Vai a Messa?”. Ha lasciato un segno non solo nel cuore di chi l’ha conosciuto, ma anche in chi si accosta alla sua storia e al suo esempio.

Nonostante ancora non ci sia un’azione di apertura della causa di beatificazione, la sua immagine circola ed è accompagnata da una preghiera in cui si chiede la sua intercessione.  È stata tradotta in 28 lingue, e inoltre, è stato realizzato un documentario sulla sua vita, intitolato Un amico in cielo, che sta suscitando molto interesse.

Gestione cookie