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Che fine ha fatto Chernobyl..? Video

Il 26 Aprile del 1986, 29 anni fa, nella regione dell’Ucraina settentrionale, a pochi chilometri dal confine bielorusso, e dalle città di Pryp’jat’ e di Černobyl’, presso la centrale nucleare V.I. Lenin, avvenne uno dei due incidenti nucleari più gravi della storia, che insieme a quello di Fukushima, del 2011, lacerarono profondamente il nostro pianeta e condannarono a morte per tumore, direttamente o indirettamente, decine di migliaia di persone. Secondo Greenpeace, la proiezione di decessi per tumori e leucemie, nell’arco di 70 anni dall’incidente di Černobyl’, potrebbe investire circa 6 milioni di persone.

Anche il Comitato scientifico delle Nazioni Unite per lo studio degli effetti delle radiazioni, UNSCEAR(United Nations Scientific Committee on the Effects of Atomic Radiation,) dopo vent’anni di ricerca scientifica ha predetto diverse migliaia di casi di tumori. Un breve estratto della pubblicazione è scaricabile all’indirizzo web: « Fino all’anno 2005, tra i residenti della Bielorussia, la Federazione Russa e l’Ucraina, ci furono più di 6000 casi di tumore alla tiroide nei bambini e negli adolescenti che furono esposti alle radiazioni al momento dell’incidente, e più casi sono da aspettarsi nei prossimi decenni. Indipendentemente dall’incremento delle misure di prevenzione e screening, molti di questi casi di tumore sono con tutta probabilità da attribuirsi all’esposizione alle radiazioni.»

 

Il sarcofago, costruito nel 1986, scade nel 2016!

Per contenere il reattore venne edificata una struttura che impiegava file di camion, quali fondamenta delle pareti di cemento, per circa 300.000 tonnellate. La struttura portante del sarcofago sarebbe quindi stata proprio la massa di macerie del reattore 4 e le 1.000 tonnellate del suo materiale metallico, sostenuta da una rete di tubi, di un metro di diametro, e da pannelli in acciaio e cemento, per una struttura complessiva di oltre 1.500 metri quadrati di superficie, costruita al tempo record di soli sette mesi, poco stabile e niente affatto sicura.

Ogni anno nel sarcofago si aprono, infatti, nuove falle anche di 10 metri quadrati di superficie. Le cause sono da addebitarsi alle alte temperature ancora presenti all’interno del sarcofago e che in alcuni punti, raggiungono anche 1.000 gradi. Da queste falle, filtra la neve e l’acqua piovana che si riversano all’interno della struttura, per un totale di circa 2.200 metri cubi di acqua all’anno, e che aumentano di almeno di 10 volte il peso che grava sulle fondamenta.

Si calcola che il basamento sia già sprofondato di quasi quattro metri e sembra che il materiale radioattivo sia ormai filtrato nelle falde acquifere collegate ai fiumi Pripjat’ e Dnepr, fino al mar Nero. Se così fosse, la sicurezza di circa 30 milioni di persone, che per le loro attività attingono acqua da questi due fiumi, sarebbe già in pericolo.

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