Charlie non deve morire senza il nostro Grido alla VITA!

“Non è etico tenere in vita il bambino”. “Deve morire con dignità”.

Non siamo i soli ad essere indignati per queste affermazioni. Molti, come noi, si sono mobilitati in favore di Charlie, perché i tribunali inglesi la smettano di dire a Connie e Chris che il loro bambino non può sperare.

Nessuno infatti sembra tener conto della volontà dei genitore di aggrapparsi al progetto di portare Charlie negli Usa, dove, grazie ai tanti contributi raccolti nei molti appelli in web, potrà  provare un nuovo ritrovato che potrebbe salvargli la vita.

La malattia di Charlie è rarissima, ma qualcuno in America se ne sta occupando e sembra che altri bambini, nelle condizioni del piccolo inglese di soli 10 mesi, stiano migliorando.

A mezzanotte di oggi il Consiglio Europeo per i Diritti Umani deciderà della vita o della morte di Charlie. Sinora purtroppo tutte le Corti inglesi hanno deciso di condannarlo all’eutanasia, ritenendo che sia la cosa migliore per lui. Questo il motivo per cui Connie e Chris si sono appellati alle coscienze della Corte di Strasburgo.

Ora non ci resta che pregare e aspettare l’ultima sentenza, mentre i cartelli e le foto messi in web, dai giovani dell’Università per la vita ci fanno ben comprendere che sono in tanti ad aver capito quanto possa essere pericoloso il dar via alla legge sull’eutanasia, che conferisce al governo, come già accade in Inghilterra e in altri Paesi, il potere di decidere il destino dei malati.

I giovani attivisti e tanti con loro difendono la cultura pro life, con la campagna #inpiedipercharlie, con gli hashtag #provitagen e #cambiamoilmondo.

Fieri di questi nostri giovani italiani, anche noi ribadiamo che siamo per Charlie e per la vita, sempre e comunque.

Ci mettiamo anche noi la faccia, schierandoci senza timore alcuno, per la vita e i pro life di tutto il mondo, per Charlie e quanti si trovano nella sua stessa difficile situazione, ingannati da un governo che il nome della giustizia dimentica che, come diceva  San Giovanni della Croce: “Alla sera della vita, saremo giudicati sull’amore.”.