CHARLIE GARD: IL BAMBINO CHE NON HA DIRITTO ALLA VITA

Va avanti a rilento il processo per il bambino a cui ci siamo tanto affezionati e che rischia l’eutanasia, ma almeno qualcosa sembra muoversi. Il giudice, dopo aver sentito la testimonianza del neurologo, Professor H (il tribunale vuole mantenerne l’anonimato al momento), che gli ha parlato del funzionamento e delle prospettive della cura sperimentale, indirà una riunione per decidere la data in cui, la prossima settimana, un’equipe di specialisti, di varia nazionalità, deciderà la sorte di Charlie.

Ovviamente, i genitori, oramai stremati per questo lungo Calvario che dura da mesi, diventato di patrimonio mediatico, sono stanchi di sentirsi negare sostegno dalla loro stessa Patria, mentre altrove altri (anche qui, in Italia, al Bambino Gesù di Roma) sarebbero dispostissimi ad accogliere il loro bambino e a sostenerne le cure.

Chi sia il neurologo Professor H, noi lo sappiamo e lo sveliamo sin da ora. E’ in effetti colui che ha firmato la lettera con cui il Bambino Gesù si propone di accogliere il bambino e sottoporlo alla cura sperimentale di cui tanto si chiacchiera.

La notizia che sia stato ascoltato in aula, quindi, farebbe ben sperare. Dice Connie, la mamma di Charlie: “Un passo avanti per la giustizia, per il buon senso, per la pubblica opinione. Siamo passati da zero ciance, per fare sopravvivere Charlie, a significativamente di più. Adesso preghiamo.”.

Si, preghiamo insieme ancora, perché tutto si risolva al meglio, rimanendo vicini alla famiglia Gard e scongiurando il loro dramma. Dice ancora Connie: “Sono mesi che scongiuro medici e giudici di lasciarmi portare Charlie in un ospedale dove sono disposti a provare di tutto per salvarlo.”.
“Quel professore sta solo cercando di aiutarci. La sua testimonianza di oggi ha dimostrato che ci sono motivi per sperare che la condizioni di Charlie migliorino. E se c’è anche una piccola possibilità, perché non esplorarla? Il giudice aveva detto che voleva sentire prove in grado di fargli cambiare idea rispetto al suo primo verdetto. Beh, adesso di prove ne ha sentite, qualche dubbio gli è venuto, se ha deciso di convocare a Londra tutti i medici.”. Con lei lo speriamo anche noi, con tutto il cuore.