La questione “Unioni Civili” ha diviso l’opinione pubblica tra chi reputa la giusta (se non parziale) legislazione per dare pari diritti agli omosessuali e chi, consapevole che l’unione in matrimonio riguarda un uomo ed una donna, la osteggia e ne chiede l’abolizione.
Le motivazioni delle due parti sono state prese nel tempo anche da personaggi famosi, per lo più in favore delle coppie gay, convinti che il loro “Peso” mediatico potesse avvalorare una o l’altra parte. Dopo mesi di silenzio, a prendere parola sulla questione è stato il famoso cantante Adriano Celentano. Da sempre uomo con una spiccata anima sociale, Celentano si è schierato con la dichiarazione della Santanché a Tagadà scrivendo sul suo blog: “GIUSTI i diritti civili anche nelle unioni omosessuali, ma il matrimonio è solo tra uomo e donna altrimenti si chiamerebbe patrimonio”.
Presa a solo questa frase è aperta a diverse interpretazioni, ma il cantante continua spiegando che la sua posizione è del tutto similare a quella espressa da Daniela Santanché al programma di La 7, dove la parlamentare ha detto: “Sono d’accordo su tutti i diritti individuali ma credo che la legge Cirinnà abbia ampi profili di incostituzionalità: non ci possono essere paragoni con il matrimonio, che è l’unione tra un uomo e una donna. Inoltre il ddl fa confusione sulle adozioni, perché si tratta dell’adozione del figliastro. Questo, lo dico da donna, mi indigna profondamente e mi fa male, perché apre la porta all’utero in affitto. Non vorrei che nessuna donna al mondo fosse un contenitore, un bancomat da figli”.
Difficile opporre un’argomentazione valida a queste parole, tanto che persino un artista molto vicino alle istanze di sinistra non ha potuto che concordare.
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