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Notizie

C’è un film che tutti noi abbiamo interpretato, quello della vita

 

 

 

 

Quando la tecnologia si mette al servizio degli esseri umani, spesso crea qualcosa di meraviglioso, che solo pochi anni fa era del tutto impensabile.

Alle madri dei prossimi nascituri, potrebbe esser consentita un’ecografia tridimensionale o addirittura quadridimensionale, per “spiare” la vita del feto, come farebbe l’occhio del “Grande Fratello” nei noti reality tv.

L’ecografia tridimensionale  e quella quadridimensionale sono una ricostruzione computerizzata dell’ecografia tradizionale. L’elaborazione dei dati in 3D (tridimensionale) da le immagini ferme del bambino, ottenute da vari punti di vista; quelle in 4D (quadridimensionale) rende le immagini tridimensionali in movimento, la quarta dimensione è rappresentata dal tempo reale.

Questa modernissima tecnologia da modo ai futuri genitori di familiarizzare, anzitempo e affettivamente, col bambino che sta per nascere. Viene infatti realizzata anche “scan-for-fun”, ossia come una scansione del feto senza scopo diagnostico, ma per ragioni piuttosto ludiche, perché il nascituro venga visto in tutta la sua bellezza e grazia e racconti come il miracolo della vita, iniziato dall’incontro di due gameti, si realizzi, istante dopo istante e in soli nove mesi.

Deve essere davvero emozionante per mamma e papà vedere come il loro bambino, ancora del tutto dipendente dal corpo materno, non smetta mai di muoversi, di strattonare o galleggiare dolcemente nel liquido amniotico, mentre, cellula dopo cellula, costruisce le sue ossa, la sua pelle, gli organi vitali … i piedini, le manine, il naso. Tutto in lui si sta delineando, prende forma, e il cuore pulsa forte la vita e il desiderio di essere presto pronto a venire al mondo.

Il momento più adatto per apprezzare la visione di questo film è quello che va dalla 23°-24° settimana di gestazione, alla 28°-29°, ma è possibile dare una sbirciatina anche nel primo trimestre, se il bambino è in una posizione a “favore di telecamere” -potremmo dire. Si potrà allora apprezzare come  già a 12 settimane il feto sia completamente formato ed attivissimo.

La stupenda location, l’utero della mamma, merita senz’altro un oscar, per quanto perfettamente sostenga la nuova vita.

Ma l’oscar va anche allo sceneggiatore, Dio; agli attori principali, ma non protagonisti, i genitori; al piccolo prodigio che si da fare per essere il primo attore della vita che lo aspetta.

Sicuramente questa modalità ecografica darà modo ai medici di diagnosticare tempo prima le eventuali malattie fetali, ma speriamo che i pro aborto si rendano conto coi loro occhi che, ciò che vogliono distruggere, non è una massa informe di cellule inanimate, ma un’esistenza, già iniziata al momento del concepimento

 

 

 

Quando la tecnologia si mette al servizio degli esseri umani, spesso crea qualcosa di meraviglioso, che solo pochi anni fa era del tutto impensabile.

Alle madri dei prossimi nascituri, potrebbe esser consentita un’ecografia tridimensionale o addirittura quadridimensionale, per “spiare” la vita del feto, come farebbe l’occhio del “Grande Fratello” nei noti reality tv.

L’ecografia tridimensionale  e quella quadridimensionale sono una ricostruzione computerizzata dell’ecografia tradizionale. L’elaborazione dei dati in 3D (tridimensionale) da le immagini ferme del bambino, ottenute da vari punti di vista; quelle in 4D (quadridimensionale) rende le immagini tridimensionali in movimento, la quarta dimensione è rappresentata dal tempo reale.

Questa modernissima tecnologia da modo ai futuri genitori di familiarizzare, anzitempo e affettivamente, col bambino che sta per nascere. Viene infatti realizzata anche “scan-for-fun”, ossia come una scansione del feto senza scopo diagnostico, ma per ragioni piuttosto ludiche, perché il nascituro venga visto in tutta la sua bellezza e grazia e racconti come il miracolo della vita, iniziato dall’incontro di due gameti, si realizzi, istante dopo istante e in soli nove mesi.

Deve essere davvero emozionante per mamma e papà vedere come il loro bambino, ancora del tutto dipendente dal corpo materno, non smetta mai di muoversi, di strattonare o galleggiare dolcemente nel liquido amniotico, mentre, cellula dopo cellula, costruisce le sue ossa, la sua pelle, gli organi vitali … i piedini, le manine, il naso. Tutto in lui si sta delineando, prende forma, e il cuore pulsa forte la vita e il desiderio di essere presto pronto a venire al mondo.

Il momento più adatto per apprezzare la visione di questo film è quello che va dalla 23°-24° settimana di gestazione, alla 28°-29°, ma è possibile dare una sbirciatina anche nel primo trimestre, se il bambino è in una posizione a “favore di telecamere” -potremmo dire. Si potrà allora apprezzare come  già a 12 settimane il feto sia completamente formato ed attivissimo.

La stupenda location, l’utero della mamma, merita senz’altro un oscar, per quanto perfettamente sostenga la nuova vita.

Ma l’oscar va anche allo sceneggiatore, Dio; agli attori principali, ma non protagonisti, i genitori; al piccolo prodigio che si da fare per essere il primo attore della vita che lo aspetta.

Sicuramente questa modalità ecografica darà modo ai medici di diagnosticare tempo prima le eventuali malattie fetali, ma speriamo che i pro aborto si rendano conto coi loro occhi che, ciò che vogliono distruggere, non è una massa informe di cellule inanimate, ma un’esistenza, già iniziata al momento del concepimento

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