C’è l’opera di Satana dietro la follia dell’uomo

 

Come si può nascondere che vi sia in alcuni uomini un influenza demoniaca? Come si può negare che atti delittuosi senza un’apparente ragione siano il momento in cui la malvagità si impossessa dell’uomo facendogli perdere le connotazioni che lo rendono tale? E’ possibile che un essere umano orchestri l’assassinio di moglie e figlie con sadica precisione e con freddezza, approfittando delle urla da stadio per coprire quelle decisamente meno festose di persone che stanno per morire, senza che il diavolo abbia influenzato il suo agire?

Probabilmente è più semplice pensare che ad indurre un padre di famiglia ad un simile atto ci sia qualche suggestione oltre terrena, d’altronde se così non fosse si dovrebbe constatare che il male risiede nelle stesse persone e chiunque in un istante può decidere di farsi carnefice senza un’apparente spiegazione. L’assassinio di Motta Visconti (Pavia) induce al terrore ed allo sgomento, un giovane padre ha approfittato dell’inizio della partita della nazionale per uccidere moglie e figlie per poi andarsi a godere lo spettacolo sportivo in mezzo agli altri come se nulla fosse successo.

In questa modalità di uccisione non c’è traccia di un raptus omicida, non esiste la follia di un momento, ma una certosina premeditazione che scombussola la nostra percezione del reale, cosa può averlo portato a tanto? Una spiegazione l’ha fornita lo stesso assassino dicendo che la famiglia gli era d’ostacolo per la relazione extra coniugale che aveva intrapreso da qualche mese, ma se possibile rende l’omicidio ancora più aberrante e malato.

Nel caso in cui non si creda al demonio, che lo si consideri poco più che una favola, un retaggio di una cultura millenaria basata sul terrore dell’inferno, si dovrebbe credere che un uomo, spinto dal desiderio di un’amore proibito, ha pensato di disfarsi della precedente vita per crearne una nuova più semplice ed appagante. Un simile pensiero non solo spaventa, ma non è minimamente concepibile in maniera razionale, soprattutto in un periodo in cui il matrimonio può essere “sciolto” con una richiesta di divorzio.

La verità è che in una società secolarizzata come la nostra ci si è dimenticati quale sia la vera lotta che siamo costretti a combattere quotidianamente, quella tra il bene ed il male, non è un caso che sia il Papa Emerito Benedetto XVI che l’attuale pontefice Francesco I non risparmiano di nominare il nemico in ogni occasione possibile, per ricordare ai fedeli che non basta fingere che il demonio non esista per sconfiggerlo, anzi un atteggiamento del genere gli permette di lavorare sotto traccia sobillare e tramare finché, impossessatosi dell’uomo grazie alle sue tentazioni, non lo induce a compiere un atto terrificante che lo danna in eterno.