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“Cari Stalker” La risposta delle donne

Con questo titolo, “Dear Catcallers” (ossia “Cari Stalker”), una ragazza ventenne, Noa Jasma, ha inaugurato una bizzarra, quanto esaustiva sezione sul suo account Instagram.

La ragazza è olandese ed ha deciso di pubblicare, sul noto Social, delle foto che hanno per soggetto tutti gli uomini, sconosciuti ed estranei, che, ogni giorno, esercitano delle piccole, ma fastidiose molestie sessuali, verso le donne che incrociano per strada.

Si tratta di frasi sconvenienti, inviti irripetibili, sguardi famelici che l’uomo mediocre riserva a tutte le donne che incontra sul suo cammino e che sembrano (a lui) abbastanza attraenti da destare certi appetiti.

Tempo fa, la ragazza era stata importunata da due uomini su un treno, dopo che questi l’avevano addirittura filmata con lo smartphone. Così lei a deciso di passare al contrattacco e di non permettere più ad altri di avvicinarla inopportunamente, senza venir denunciato in qualche modo: “Volevo fare qualcosa che mi desse potere su di loro.”.

Quelle documentate da Noa sono, certo, delle esigue irrispettose e non richieste attenzioni, ma tutte le donne sanno bene quanto possa essere squallido e poco opportuno, riceverne da chicchessia.

Talvolta questi commenti hanno il potere di farci sentire in difficoltà, quasi come se fossimo stati, in qualche modo, noi a provocarli.

Beh, il lavoro di Noa, probabilmente, serve anche a questo, a dire che l’unico responsabile di un atto di molestia, piccolo o grande che sia, è il molestatore.

Sono 24 le foto che Noa ha pubblicato nell’arco di un solo mese e tutte sono corredate dagli “apprezzamenti” dei soggetti impressi.

Questi, tra l’altro, si sono fatti ritrarre, senza alcuna remora, come se fossero i protagonisti di una bravata apprezzabile.

In pochi giorni l’account di Noa ha raggiunto 30mila followers. Tanti sono stati i commenti sotto le foto e non tutti a favore delle donne; troppi sono ancora coloro che sostengono che ad un uomo sia concesso dire ciò che vuole, pur trattando le malcapitate come oggetti sessuali indistinti, su cui poggiare gli occhi!

Ma, a maggior ragione, il progetto di Noa, dopo il primo mese, non si è fermato: lei ora passerà l’account ad un’altra donna, che  volesse proseguire il suo reportage, per un altro mese.

E la cosa continuerà, passando da donna a donna, in modo da creare una rete solidale di denunce che smorzino i toni arroganti e pretenziosi di certi uomini.

 

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