Durante la novena per la solennità dell’Assunzione, il Cardinale Piacenza ha invitato a riflettere sulla solennità dell’Assunzione, come concreta certezza della resurrezione dei nostri corpi.
Nel corso della novena per l’Assunzione di Maria, presso la Grotta della Vergine della Rivelazione, a Roma, il Cardinale Mauro Piacenza ha celebrato la solenne Messa, nella cui omelia ha riflettuto profondamente sulla valenza e sull’importanza dell’Assunzione corporea di Maria. L’Assunzione rappresenta, ha sostenuto il porporato, conforto e speranza “per il futuro che ci attende oltre la morte e per il nostro tribolato presente”.
Vero e proprio mezzo di sostegno. Con queste parole, il Cardinale Piacenza ha introdotto la sua omelia, nella quale si è incentrato sull’importanza dell’Assunzione corporea della Vergine. Maria, ricorda il porporato, le cui parole sono riportate da Acistampa, è “una di noi”. Qui parte la riflessione del Cardinale: “Se una di noi è entrata, insieme a Gesù, con il corpo, nel Regno dei Cieli, significa che la redenzione del nostro corpo è già cominciata”.
Un altro bellissimo spunto di riflessione, il Cardinale l’ha voluto lanciare parlando della costante vicinanza di Maria, proprio come fa una madre con i suoi figli. Ha ricordato il porporato che, nonostante la sua esaltazione, la Vergine Madre “non si è mai allontanata da noi”. Infatti, il Cielo è il mondo “invisibile e più vero”. Ivi, dimorano Dio, gli Angeli e i Santi. Questo mondo così invisibile e così vero, è “vicinissimo a noi”, perché il creatore non è mai lontano dalle sue creature.
Anche il diavolo, aveva ricordato durante un’intervista Padre Gabriele Amorth, parla della Vergine Madre durante gli esorcismi. In che modo lo fa? Con paura. Il diavolo ha paura della Vergine e quando il Sacerdote gli chiedeva il perché di questo timore, il diavolo gli rispondeva così: “perché mi vince sempre, perché non è mai stata sfiorata da alcuna colpa di peccato!”. Il diavolo, come ci ha ricordato il Sacerdote, una volta ha anche detto che se tutti i cristiani conoscessero la potenza del Rosario, per lui sarebbe la fine.
Fabio Amicosante
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