Il continuo approdo di migranti sulle nostre coste suscita da qualche tempo a questa parte il malcontento popolare. Nelle rivendicazioni degli italiani, acuite dalle notizie che sottolineano come il governo italiano sia sempre alla ricerca di un aiuto da parte delle altre nazioni europee, non viene quasi mai preso in considerazione il problema da un punto di vista etico e morale: queste persone giungono in Italia per sfuggire a situazioni difficili (guerre, povertà e malattie) ed arrivano qui solo dopo aver fatto di tutto per procurarsi un salatissimo biglietto pur di affrontare una traversata che ha una percentuale di insuccesso abbastanza elevata.
A trasportare questi bisognosi, infatti, sono dei trafficanti di esseri umani che non si curano delle minime condizioni di sicurezza e non si fanno scrupolo di uccidere esseri umani pur di sottrarre loro organi utili ad arricchirsi maggiormente con la vendita al mercato nero. Questa condizione è conosciuta da tutti e non è così assurdo pensare che, per la facilità con la quale questo traffico non solo prosegue ma si incrementa, ci sia la connivenza da parte delle ONG.
Questa ipotesi era stata ventilata qualche tempo fa dal procuratore di Catania Zuccaro. All’epoca le sue dichiarazioni hanno suscitato un vespaio con persone pronte a scagliarsi contro quelle affermazioni e tacciare il procuratore di razzismo. Quanto accaduto a Trapani lo scorso 2 agosto con la nave ‘Iuventa’ delle ong tedesche sequestrata per sospetto favoreggiamento della tratta di migranti clandestini sembra dare ragione alle parole del procuratore di Catania, ma la tesi del procuratore aggiunto di Trapani, Ambrogio Cartosio, dev’essere verificata in giudizio.
In attesa che si comprenda qualcosa in più su questa situazione il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, ha espresso pubblicamente la sua opinione riguardo la tratta degli esseri umani: “Ribadisco, di fronte alla ‘piaga aberrante’ della tratta di esseri umani, il più netto rifiuto a ogni ‘forma di schiavitù moderna’. Ma rivendico con altrettanto vigore la necessità di un’etica della responsabilità e del rispetto della legge. Proprio per difendere l’interesse del più debole, non possiamo correre il rischio – neanche per una pura idealità che si trasforma drammaticamente in ingenuità – di fornire il pretesto, anche se falso, di collaborare con i trafficanti di carne umana”.
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