Le campagne pubblicitarie contro i figli mostrano una società senza Dio

In Canada sono apparse campagne pubblicitarie che invitano a non fare figli, con slogan vergognosi come: “La congestione del traffico inizia al concepimento”.

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I cartelloni apparsi in centro a Vancouver, in Canada, lanciati dalla a società no profit World Population Balance. Il sindaco cittadino ha subito preso le distanze dall’iniziativa, e il presidente della società si è scusato pubblicamente – photo web source

I cartelli pubblicitari sono stati ritrovati in tutta la città di Vancouver, in Canada. A lanciarli, la società no profit World Population Balance. In questi si leggono frasi indecenti, come ad esempio “grazie per aver ridotto la tua impronta di carbonio”, oppure “Il dono d’amore più grande che puoi fare al tuo primo figlio è non averne un altro”.

La campagna vergognosa e le scuse della ong. Il sindaco: mi dissocio

La campagna, come da obiettivo, ha avuto molto risalto mediatico. La città di Vancouver si è subito dissociata dall’iniziativa, pubblicando un comunicato. Il direttore della società che ha pubblicato i cartelloni, David Gardner, si è dovuto pubblicamente scusare, ammettendo di essere entrato in merito a una questione intima come quella di fare un figlio, di cui invece non ci si dovrebbe mai permettere.

“Non stiamo dettando la scelta di nessuno“, ha affermato. Entrando anche nel merito del fatto che utilizzando in alcuni cartelloni dei bimbi di colore avrebbe in qualche modo ammiccato al fatto che in particolare le persone di colore dovrebbero fare solo un figlio. In ogni caso, la convinzione di questa persone e dell’organizzazione che dirige è che non si dovrebbero fare figli per rispettare il pianeta.

Pianeta soccombe

Si dice che non il capitalismo, ma i figli, finiscono le risorse

Una tesi che a molti sembrerò del tutto assurda e offensiva, eppure è ben più diffusa di quanto si possa pensare. Il “neomaltusianesimo“, teoria che si rifà alla dottrina economica secondo cui la causa della povertà e della fame nel mondo sarebbe nella “pressione demografica”, è pensiero molto in voga, in particolare tra le persone più ricche e potenti del pianeta.

Oggi si vorrebbe affermare che fare figli è la causa dell’esaurimento delle risorse del pianeta. Ovviamente non si punta il dito sul capitalismo selvaggio, sullo spreco di risorse per motivi puramente commerciali, sulla produzione continua di beni inutili, sull’avidità umana che non si accontenta mai. In sostanza, sulla mancanza di Dio e di moralità nella propria vita.

Il problema della denatalità che

No, certamente la colpa, per questi signori, è di chi mette al mondo la vita. Ovviamente, spesso si tratta di persone che si nascondono dietro la maschera di ambientalisti “che ci vedono lungo”. Tanto da fare affermare addirittura al principe Harry, nell’agosto dello scorso anno, che avrà al massimo due figli “per non gravare sull’ambiente”.

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Il finanziere Soros e il magnate Bill Gates fanno parte di quella cerchia di potenti milionari che sostengono che non si debbano fare figli per salvare l’ambiente. Dimenticando di essere i primi fautori del capitalismo selvaggio che uccide il pianeta – photo web source

Nei Paesi occidentali già la spinta a non avere figli è ovviamente forte. La denatalità, il più grande problema dell’Occidente, diventa un vanto. Nonostante ciò, bimbi messi al mondo e lasciati a casa mentre i genitori sono fuori per il lavoro, vengono riempiti di giochi e di oggetti materiali e rimangono isolati da ogni rapporto umano e relazionale. 

Un mondo senza figli che ha smarrito ogni morale

L’educazione così non si poggia più su alcun riferimento morale, come quelli tradizionalmente conferiti dalla fede, ma si basa su desideri, impressioni, sentimenti. Tutte questioni totalmente arbitrarie che portano a rivendicazioni come, per fare un esempio, quelle del mondo Lgbt. Con bambini che a pochi anni vengono messi sotto i ferri per fare cambiare sesso, e c’è persino chi pensa di chiamare tutto ciò “progresso”.

Giovani che arrivano fino a trent’anni tra lezioni universitarie, aperitivi con gli amici, tirocini inutili, e nel frattempo nessuno pensa di fare famiglia. Poi quando arriva il momento di sposarsi, si comincia con le convivenze, i divorzi, e chi più ne ha più ne metta. Per non parlare degli aborti.

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A dimostrazione del fatto che le tesi dell’organizzazione in questione, che ha diffuso i cartelloni della vergogna, non solo altro che la punta di un iceberg ben più diffuso di quanto si pensi.

Giovanni Bernardi

 

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