Cade nelle sabbie mobili lo scapolare lo salva

Lo scapolare è un sacramentale, ossia un oggetto benedetto, che consiste in un pezzo di stoffa, di panno di lana, nero o marrone, su cui sono applicate le immagini sacre. Si può appendere al collo, a mo’ di collana (“abitino”), e tenerlo con se.

Ma la sua storia è antichissima, parte addirittura dal Profeta Elia e passa per l’istituzione dell’Ordine del Carmelitani, a cui la Vergine promise: “Prendi, figlio dilettissimo, prendi questo scapolare del tuo Ordine, segno distintivo della mia Confraternita, privilegio a te e a tutti i Carmelitani. Chi morrà rivestito di questo abito non soffrirà il fuoco eterno; questo è un segno di salute, di salvezza nei pericoli, di alleanza di pace e di patto sempiterno.”.

La promessa della Madonna è immensa e riguarda addirittura lo sconto delle pene, dopo la nostra morte.

In origine, lo scapolare era un mantello (tipo poncho rettangolare, con un buco per la testa), che copriva, sia davanti che dietro, fino alle ginocchia, il vestito dei monaci; lo usavano per fare i lavori più umili.

Già Elia e i suoi seguaci lo indossavano e con esso compirono molti prodigi.

Oggi si può richiedere (nella sua forma di “abitino”), con la relativa preghiera di investitura, ai frati Carmelitani e, una volta indossato, ci pone sotto la diretta protezione della Vergine e ci rende membri della famiglia Carmelitana.

San Claudio de La Colombière, diceva: “Nessuna devozione è stata finora confermata da un numero maggiore di autentici miracoli dello scapolare del Carmelo.”. E molti infatti, nel corso della storia, sono stati i miracoli, testimoniati e documentati, avvenuti  a chi lo portava.

Uno di questi, accadde ad un missionario Carmelitano che operava in Terra Santa.

Nel 1844, il religioso aveva avuto il compito di prendersi cura dei malati e di portar loro l’unzione degli infermi. Un giorno, dovendo recarsi presso una delle case dei suoi assistiti, si fece accompagnare da un’autista, che però, non potendo proseguire oltre, a causa del dissestamento della strada, lo fece scendere a sei chilometri di distanza dalla sua destinazione.

Il Carmelitano si mise, così, in cammino, alla volta della sua meta. Cominciò ad attraversare delle lunghe distese di fango, fino a che, dopo circa tre chilometri, si accorse che affondava, senza possibilità di riemergere.

Si ricordò di indossare lo scapolare, lo prese tra le mani e pregò: “Nostra Signora del Carmelo! Madre Santissima! Aiutami! Salvami!”.

La sua testimonianza dice che, in pochi attimi, si ritrovo sulla terra solida, sano e salvo, senza sapere come ci fosse arrivato: “So che sono stato salvato dalla Vergine Santissima, attraverso il suo scapolare marrone. Ho perso le scarpe in quel fango. Sono rimasto quasi tutto coperto di fango, ma sono riuscito a camminare per i tre chilometri che mancavano, lodando sempre Nostra Signora.”.