Brillante matematico spiega come la la scienza e la fede possono camminare insieme

 

Un giovane e brillante matematico italiano che non ha mai abbandonato la propria fede in Dio ha rilasciato delle dichiarazioni al sito ‘Unione Cristiani Cattolici Razionali’ spiegando come la matematica e le altre scienze abbiano molto in comune con la fede. Egli esordisce parlando di umiltà, come il buon fedele anche il matematico dev’essere umile perché esattamente come il teologo che cerca di spiegare il mistero di Dio, anche lo studioso si trova di fronte ad una conoscenza che non può essere compresa del tutto.

Approfondendo l’analogia il docente di matematica al Politecnico di Torino, spiega come la fede non possa vivere di rendita, come non sia un dono ma al contrario sia una conquista che va difesa ogni giorno, allo stesso modo la ricerca scientifica è una conquista graduale della conoscenza del funzionamento del mondo. Pertanto, concludendo il suo discorso sull’umiltà, il matematico spiega come ogni buon uomo di scienza può assumere solo un atteggiamento nei confronti della conoscenza scientifica, il socratico “So di non Sapere”.

Questa visione dell’intellettuale umile discende sicuramente dal Vangelo e dalle parole di Cristo riguardo i dotti superbi, nostro signore è conscio del fatto che la nozionistica è utile ma fine a se stessa se utilizzata con superbia e per questo ringrazia il padre per aver donato un altro tipo di conoscenza alle persone povere: “Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza”.

Inoltre il Vangelo è pieno di richiami all’umiltà e di condanne per coloro che credono che ricchezza o conoscenza donino uno status superiore rispetto agli altri, per tutti coloro che si macchiano di tale superbia le porte del paradiso sono chiuse.