La storia di Brianna Rawlings è di quelle che fa stringere il cuore. Questa ragazza appena maggiorenne ha scoperto di avere un cancro quando si trovava al quarto mese di gravidanza e le sono state poste davanti due scelte: interrompere la gravidanza per curarsi o continuarla ritardando le cure ed abbassando notevolmente le proprie possibilità di guarigione. La giovanissima ragazza australiana non ha avuto dubbi, se anche ci fosse stata una minima possibilità di far vivere il suo Kyden bisognava provarci.
Brianna ha portato avanti la gravidanza, ma è stata costretta a partorire con 3 mesi di anticipo a causa di continue febbri e dolori lancinanti. Il piccolo è nato vivo, ma la precocità della nascita ha subito messo a rischio la sua incolumità: Kayden è stato portato in un’incubatrice con la speranza che potesse sopravvivere per tre mesi e vivere una vita piena. Solamente 12 giorni dopo il parto, il piccolo Kayden è morto a causa di complicanze dovute ad un’infezione allo stomaco
Sebbene il dolore per la perdita del figlio fosse forte, Brianna ha dichiarò al tabloid britannico ‘Mirror‘ di essere felice di aver preso la scelta di portare a termine la gravidanza poiché: “Quei 12 giorni che ho potuto trascorrere con il mio bambino Kyden sono stati i giorni migliori della mia vita”. Nei mesi successivi le sue condizioni sono peggiorate: la chemio aveva lasciato a lei ed ai familiari un barlume di speranza quando per un periodo sembrava che stesse migliorando, ma poi c’è stato un improvviso peggioramento. Alla ragazza sarebbe servito un trapianto immediato di midollo osseo, ma quando i medici hanno escluso la possibilità di effettuarlo tramite il fratello era chiaro che avrebbe avuto a disposizione solamente pochi giorni di vita. Brianna è morta pochi giorni dopo aver compiuto 19 anni.
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Luca Scapatello
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