Il Boss Walter Durante: dalla criminalità organizzata a Cristo

 

La vita di Walter Durante, famoso mafioso pugliese, comincia sulla stregua di quella di Al Pacino in Scarface, la famiglia povera, l’indigenza ed il desiderio di emergere dalla massa per avere il rispetto di tutti quelli che prima lo trattavano come feccia. L’odio attanagliava il suo cuore, la tremenda ingiustizia di una società in cui o sei figlio di… o mangi la polvere lo rese arido al punto che volle farsi giustizia da solo.

 

Non è una novità per chi vive al sud che la Mafia offra un’alternativa alle deficienze dello stato, chiaramente la vita che offre è un baratro di perdizione e lusso decadente, ma per un giovane che non capisce tutte le implicazioni di questa scelta e desidera solo allontanarsi dalla miseria, rappresenta spesso una via preferibile al sacrificio. Durante adesso ha capito il suo errore, grazie alla conversione cattolica, e per aiutare i giovani che si affacciano a questa realtà ha scritto un libro, intitolato “Sarò un mafioso- dalla criminalità organizzata a Cristo”, che li può aiutare a capire quale sia la strada da prendere.

 

Ad intervistare durante ci ha pensato Rita Sberna per ‘Cristiani Today’ noi di seguito vi riportiamo i concetti essenziali espressi dall’ex criminale sia per quanto riguarda le sue scelte di vita che per la finale conversione al cattolicesimo. L’intervistatrice chiede a Durante cosa lo avesse portato a diventare mafioso, la sua risposta è semplice: “Diciamo che a mettere questo desiderio nel mio cuore, è stata la situazione familiare di miseria e di fame che accompagnava me e la mia famiglia, sin dalla mia fanciullezza”.

 

Il percorso che lo ha portato al pentimento dev’essere stato lungo e tortuoso per questo motivo la giornalista gli chiede se dopo la prima incarcerazione non avesse avuto qualche dubbio sulla strada intrapresa, ma Durante le spiega: “ Ho vissuto una vita molto combattuta…Ad un certo punto non sapevo più gestire la mia vita, né i miei pensieri e neanche le mie emozioni. Purtroppo si entra in questo stato di vita e devi adattarti a viverlo, nel momento in cui si decide di far parte del mondo della criminalità organizzata”.

 

Il desiderio di uscire dalla povertà ed ottenere rispetto erano troppo forti per farsi indebolire da dilemmi morali, così arrivò il giorno del “Patto di sangue”, un momento topico della sua vita che rinnovò le sue ambizioni da criminale: “La mia aspirazione non si fermava solo nel fatto di essere un mafioso, ma volevo diventare addirittura un Boss”. L’aspirazione chiudeva la sua mente sull’obbiettivo non permettendogli di vedere il male che stava facendo a se stesso ed alla sua famiglia, l’unico punto fermo della sua attività criminale era quello di evitare gli assassini, anche se, ammette lui stesso, ci sono stati momenti in cui è andato a cercare il suo rivale per ucciderlo, ma grazie a Dio non ci è mai riuscito.

 

Se il suo desiderio vinceva qualsiasi avversità, allora quando ha capito che tutto quello che stava facendo era sbagliato? Quando ha incontrato Dio per la prima volta? Durante spiega anche questo, è stato nel 2000, anno in cui è morto di overdose il fratello: “Mi trovavo in carcere e ricevetti la notizia della morte di mio fratello che morì per un overdose di eroina. Fu proprio quella notizia che si trasformò in una goccia che fece traboccare il vaso. Andai al funerale scortato dalla polizia e vidi il viso di mia madre distrutto. Tornai in carcere, e da solo chiuso nella mia cella, cominciai a riflettere su tutta la mia vita. Così una mattina, alzandomi dal letto, mi aggrappai alle sbarre della finestra, sentivo dentro di me tanta delusione, fallimento e tanta pura. Mi misi a gridare al Signore “ Se è vero che esisti, che puoi cambiare la vita delle persone, ti prego cambia la mia vita”.

Subito dopo, cominciai a chiedere a Gesù, perdono per tutto il male che avevo fatto, e continuavo a chiedergli un cambiamento reale della mia vita”.

 

Il desiderio di cambiamento era sincero, così, uscito dal carcere, decise di cambiare vita e di formare una famiglia, un giorno conobbe una donna di fede evangelica, i due si compresero subito, nacque l’amore, si fidanzarono e si sposarono. Gli ultimi cinque anni di vita sono stati dedicati alla redazione del libro, un opera importante che vuole diffondere in giro come testimonianza che nulla riempe il vuoto esistenziale se non la fede in Cristo.