Bono Vox cantante degli U2, senza Dio non sarei quello che sono

 

Bono Vox parla della sua fede

Bono Vox è uno dei personaggi più influenti della scena musicale internazionale: leader storico degli U2, l’irlandese ha conquistato il successo mondiale tra gli anni ’80 e ’90 grazie ad una musica carica di energia ed a testi che riflettono un interiorità profonda dovuta alla sua fede incrollabile in Dio (la famiglia di Bono, come molte altre in Irlanda è molto cattolica).

Se le canzoni degli U2 facevano intuire la ricca vita spirituale del loro front man, poco si sapeva delle sue idee sulla religione. Ultimamente, però, Bono ha cominciato a diffondere il proprio credo nelle interviste, spiegando le motivazioni che lo hanno convinto a riporre la propria fede nella religione Cattolica.

La prima volta che il leader del gruppo irlandese ha parlato pubblicamente del suo rapporto con Dio è stato circa dieci anni fa (2005) all’interno del suo libro biografico “Bono on Bono”. All’interno della biografia il cantante spiega quanto sia stata importante la sua fede per mantenere l’umiltà nonostante il successo e l’idolatria che lo ha accompagnato, aggiungendo in seguito perché secondo lui la religione cattolica è quella maggiormente seguita. Nell’intervista l’artista irlandese fa un raffronto tra Antico e Nuovo testamento: nel vecchio testamento il rapporto tra l’uomo e Dio era verticale e poneva l’uomo in una condizione di inferiorità, nel nuovo, al contrario, il rapporto tra l’uomo e Gesù è orizzontale.

In diverse altre interviste Bono torna a parlare di Gesù e della preghiera, in una in particolare si sofferma sulla figura di nostro signore affermando che solo il figlio di Dio poteva affermare di essere il Messia e non essere ritenuto pazzo: ”Non penso che sia facile liquidarla dicendo ‘un grande pensatore’ o ‘un grande filosofo’. Diceva di essere il Messia ed è stato crocifisso. È stato messo in croce perché diceva di essere il Figlio di Dio. Dal mio punto di vista, o era il Figlio di Dio o era pazzo”.

Dalle intervista si costruisce la figura di un uomo di grande fede che cerca tiene al concetto di famiglia che reputa la religione uno strumento essenziale per tenerla unita ( in un intervista afferma di essere dispiaciuto che le famiglie attuali non si mettano nello stesso letto per leggere i passi della Bibbia). Un uomo che in ogni momento della giornata, ovunque si trovi, riserva un momento per la preghiera: “Prego in casa, nei luoghi di culto ma anche per strada. Ricerco la vita e la preghiera laddove mi si presenta”.

 

In un periodo carente dal punto di vista dei consensi è importante che una figura così illustre ed influente sui giovani diffonda un messaggio di fede così profondo ed articolato.