Shock: bestemmie in pieno centro con autorizzazione dal Comune

Un fatto scandaloso che ha indignato i napoletani: i genitori costretti a passeggiare con i figli davanti a frasi blasfeme.

bestemmie napoli
I manifesti della vergogna – photo web source

Il caso sconvolgente che ha indignato i napoletani, con i genitori costretti a passeggiare con i figli davanti a frasi blasfeme. Mai si sarebbero infatti immaginati di trovare una tale provocazione per le strade della cittadina partenopea, e ancora meno che a dare autorizzazione a tale scempio siano state proprio le istituzioni comunali. Sono infatti gli ultimi giorni dell’amministrazione De Magistris, e per i più maliziosi si tratta dell’ultimo “regalo” lasciato da quella che al contrario doveva essere la “rivoluzione arancione”.

Bestemmie a caratteri cubitali in pieno centro

Si parla delle bestemmie a caratteri cubitali apparse su manifesti affissi negli spazi riservati agli eventi istituzionali di Napoli, i tabelloni pubblicitari con lo stemma di Napoli, usate per promuovere una a dir poco scandalosa mostra sulla blasfemia co-promossa dall’assessora alla Cultura e ospitata al Pan, di proprietà del Comune. Le famiglie, di fronte a tale scempio, hanno cominciato a fare sentire in maniera decisa la loro voce, tanto che il Comune a quel punto è stato costretto a rimuovere i cartelloni.

Le bestemmie erano infatti più esplicite che non si può, e la gente a dir poco sconvolta si è chiesta come sia stato possibile che tale iniziativa è stata promossa dalla Giunta stessa. Per non parlare poi del fatto che di fronte a queste affissioni si trovavano scuole, chiese, supermercati, farmacie. Il che li rendeva difficilmente inosservabili. Si trattava di immagini riprese dal mondo culturale italiano, ad esempio personaggi della Disney, colori che richiamano partiti e campagne elettorali, o note pubblicità storiche di prodotti per la casa o di bevande.

Tutti hanno pensato a una provocazione prima della triste scoperta

Immagini, per capirsi, di Topolino, di celebri pubblicità come quella del Crodino, manifesti elettorali ad esempio di Forza Italia, con giochi di parole che rimandano a imprecazioni e frasi blasfeme. Affissioni che magari cercavano pubblicità in maniera provocatoria ma che hanno raccolto solo sdegno e fastidio tra i passanti. Un consigliere comunale di sinistra, Federico Arienzo, è stato il primo a chiederne la rimozione, raccontando del suo disagio di padre che ha dovuto accompagnare la figlioletta a scuola davanti a certe scritte, in bella evidenza, davanti all’istituto scolastico.

In un primo momento tutti hanno infatti pensato a qualcosa come una provocazione contro la politica, ma poi si sono dovuti ricredere, perché si trattava di un evento sponsorizzato dalla politica stessa. La mostra infatti è ospitata al Pan, il Palazzo delle arti di Napoli di proprietà del Comune, e quella non era altro che la “campagna promozionale” dell’evento, intitolato “Ceci n’est pas un blasphème”. L’evento, insomma, possiede il patrocinio morale del Comune e “in collaborazione con l’assessorato all’Istruzione, alla cultura e al turismo di Napoli”. Tanto che l’assessorato è “co-promotore”.

L’evento sponsorizzato sul sito del Comune di Napoli

Se si va sul sito del Comune di Napoli, poi, è tutto scritto in maniera chiara. Organizzata da Emanuela Marmo, per le istituzioni locali la mostra “è un inno alle libertà di espressione per il tramite della satira anticlericale e antireligiosa. I contenuti sono volutamente forti e possono risultare provocatori nei confronti di chi nutre sensibilità religiosa“. Ciò non è però bastato a placare la furia dei genitori che si sono trovati mano per mano con i loro figlioletti davanti ai manifesti, e ciò ha in qualche modo costretto l’assessora titolare delle deleghe, Annamaria Palmieri, a ordinarne la rimozione.

Così è partito il classico scaricabarile, e la Palmieri ha affermato che questi sarebbero stati “abusivi”. Nonostante i tabelloni, riservati ad eventi istituzionali promossi dall’amministrazione, in alto portassero lo stemma del Comune di Napoli. Palazzo San Giacomo ha provato a rispondere che anche se la Giunta promuove l’evento, i cartelloni non erano stati autorizzati. Insomma, sarebbe responsabilità di alcuni tra gli “artisti subvertiser” ospitati dalla mostra, che avrebbero inscenato una “iniziativa spontanea e autonoma”.

Le parole sconvolgenti dell’assessora e dell’organizzatrice

L’assessore co-promotrice e l’organizzatrice della manifestazione fingono insomma di non sapere nulla di quelle bestemmie giganti, eppure molti stentano a credergli. Anche perché lo scandalo, a guardare meglio, non finisce di certo con la pubblicità, ma inizia con la mostra stessa, un vero e proprio “Festival della blasfemia” cui il Comune ha messo a disposizione un intero piano del Pan dal 17 al 30 settembre. Che peraltro gli stessi soggetti rivendicano ampiamente con dichiarazioni imbarazzanti.

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“Bisogna distinguere tra morale e moralismo”, “venga solo chi è adulto e consapevole”, ha affermato la Palmieri. “La gente dovrebbe ribellarsi ad altri tipi di manifesti”, rilancia addirittura Marmo. La rete politica di ispirazione cattolica PER le Persone e la Comunità ha chiaramente definito l’accaduto al contrario, “l’ultimo mesto regalo” di De Magistris alla città.

Giovanni Bernardi

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