Berlino: un’azione antisemita si è perpetuata ai danni di due ragazzi ebrei, nel quartiere di Prenzlauer Berg.
E’ accaduto nel pomeriggio di martedì scorso. Come si vede chiaramente nel filmato (che uno dei ragazzi ebrei è riuscito a realizzare) e secondo quanto ricostruito dalla polizia, l’aggressore, che parlava e insultava in arabo, ha cercato di colpire con una cintura, qualcuno ha parlato anche di una bottiglia di vetro.
Pare che sia già stato individuato, colui che urlava “Yahudi!” (ossia “ebreo” in lingua araba), mentre colpiva a ripetizione.
I ragazzi ebrei, israeliani, stavano girovagando per le strade di Berlino, con molta tranquillità. La loro colpa è stata indossare la kippah, il copricapo degli ebrei osservanti.
Uno dei ragazzi aggrediti ha dichiarato: “Nonostante lo abbia ignorato, ha cominciato a colpirmi con la cintura: al che ho deciso di filmarlo e denunciarlo alla polizia”.
I passanti sono rimasti indifferenti, mentre un amico dell’aggressore lo a tirato a se, fuori dall’occhio della telecamera.
Ora, il video è stato diffuso sui Social, in particolare, sulla pagina Facebook Jfda (Forum degli ebrei per la democrazia e contro l’antisemitismo), per sensibilizzare l’opinione pubblica su ciò che sta accadendo in Germania, ai danni degli ebrei.
Ci sono state, infatti, violenze nelle scuole e manifestazioni in strada, contro Israele.
“Già tre anni fa avevo messo in guardia dal portare la kippah nelle zone arabe delle grandi città”, dice Josef Schuster, Presidente del Consiglio Centrale degli ebrei di Germania. “Adesso vediamo questi attacchi ripetersi anche nelle zone più trendy delle città: si tratta di una nuova dimensione”.
E il Commissario Governativo contro l’antisemitismo, Felix Klein, ribadisce: “Purtroppo osserviamo una crescita di questi casi”, “gli attacchi antisemiti denunciati alla polizia sono 1500 l’anno!”.
La Cancelliera Angela Merkel promette prontamente, a sostegno delle vittime di questi incresciosi fatti di cronaca: “L’antisemitismo va combattuto con forza e determinazione”.
Antonella Sanicanti
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